Dall’8 al 17 novembre 2024, Temenos Arte Contemporanea, laboratorio di sperimentazione a Sassari che ospita progetti di artisti contemporanei, presenta “Corrispondenze”, la prima mostra personale di Elisabetta Brandano a cura di Chiara Cianni.
Elisabetta Brandano nasce nel 1978 a Tempio Pausania in provincia di Sassari dove oggi vive e lavora nel suo studio immerso nella campagna gallurese. Sin dagli esordi il suo interesse si è concentrato sulla tecnica del disegno e dell’incisione per poi indirizzarsi verso la pittura, ambito in cui si specializza nel 2002 all’Accademia di Belle Arti di Firenze.
Al centro della sua ricerca vi è il binomio uomo-natura, il cui legame si traduce in una rete di corrispondenze – da qui il titolo della mostra che rimanda a una lirica de “Les Fleurs du Mal” (1857) di Charles Baudelaire – che collega tutto l’esistente. Nel meccanismo di un incessante divenire e di una continua evoluzione, l’artista coglie nella natura il disvelamento di elementi inaspettati, sempre diversi nel loro manifestarsi, che racchiudono una moltitudine di misteriosi simboli da decifrare.
Per restituire una dimensione visiva a queste corrispondenze di matrice simbolica e morfologica tra l’essere umano, elementi naturalistici e creature del mondo animale, Elisabetta Brandano ha ideato un sistema di sovrapposizione ad effetto “palinsesto” accostando alla superficie pittorica fogli di carta velina sui quali traccia disegni con la grafite. Il punto di partenza è rintracciabile nell’osservazione delle immagini impresse sulle pellicole radiografiche utilizzate in diagnostica radiologica per lo studio di organi e apparati del corpo umano che l’artista ha raccolto e studiato nel corso degli anni. Attraverso la luminosità e la trasparenza della carta velina, Elisabetta Brandano rende manifeste entità altre rispetto alla struttura di figure umane, quasi come se si trattasse di una proiezione di un mondo interiore, di una dimensione legata all’inconscio che riaffiora in maniera incontrollata in superficie.
Il percorso espositivo presenta otto opere, cinque delle quali rientrano nella serie Morfogenetica ideata dall’artista a partire dal 2017. In queste tele la figura umana viene destrutturata: addizionando o sottraendo, le forme assumono fattezze irreali che le rendono partecipi di una dimensione onirica, connotata da un’atmosfera surreale. D’improvviso all’interno della struttura umana divengono inopinatamente visibili distretti anatomici di dettaglio accostati ad elementi del mondo naturale. L’essere si manifesta nel suo continuo divenire, nella sua perenne mutazione in un sistema di coincidenze simboliche e morfologiche coerenti col meccanismo del disvelamento di un mondo interiore, di una dimensione non tangibile, immateriale, in cui semi, germogli, foglie, animali, forme inconsce, organi vitali di animali, umani e vegetali si sfiorano.
In mostra sono presentate anche due opere delle serie “Fossora”, la cui ideazione risale al periodo post pandemia (2022). “Fossora” è il corrispettivo termine al femminile, coniato della cantautrice islandese Björk, di fossóre (dal verbo latino “fodere”, “colui che scava”). Elisabetta Brandano presenta un itinerario all’interno dell’interiorità, da cui emergono, talora a brandelli, stralci del passato in maniera talmente dirompente da stravolgere la fisionomia dei soggetti raffigurati, accompagnati da un’aura di ambiguità per quel che concerne la loro esatta identità. Nei due ritratti di questa serie che assumono un aspetto ieratico, i tratti umani si contaminano con elementi vegetali facenti capo all’ambito della micologia. Figure di funghi ritagliati sempre sulla carta velina si sovrappongono, si affastellano a partire dalla base del collo in giù a formare una sorta di scolli che ricordano delle gorgiere rievocativi di antichi costumi nobiliari di età cinquecentesca.
A conclusione del percorso è esposta una delle sue opere più recenti, “Blue rampante con cavallo” (2023), chiaro richiamo a “Il barone rampante” (1957) di Italo Calvino. Il protagonista del romanzo, Cosimo Piovasco di Rondò che ha scelto di vivere sugli alberi, osserva la realtà da un’angolazione inusuale che sembra ben collimare con la ricerca dell’artista verso l’individuazione di nuove prospettive, alla ricerca costante di un punto di osservazione sempre diverso che approfondisca il rapporto uomo natura e ne individui inedite corrispondenze.
La mostra sarà visitabile presso Temenos Arte Contemporanea, in via Zanfarino 29, dal 9 al 17 novembre 2024 dalle 17:30 alle 20:00. Opening venerdì 8 novembre 2024 alle 18:00.
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