Bolognese di nascita, per 17 anni è stato corrispondente Rai dalla capitale inglese (ora è direttore della sede in Emilia-Romagna):«Anche a Londra è stato introdotto un limite come la Città 30 ma è stato tutelato il costo del trasporto pubblico. Il sindaco Sadiq Khan conosce l’importanza del servizio»
In Inghilterra lo chiamano Cherry Picking, letteralmente «raccogliere le ciliegie». Ma solo le buone, lasciando nella ciotola quelle peggiori. Gli inglesi usano questa espressione per descrivere coloro che, per convincere un pubblico ad accettare le proprie posizioni, portano prove a loro favore, ignorando appositamente tutte le contro-argomentazioni.
Bologna Città 30 e l’esempio di Londra
Esattamente un anno fa, su invito del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ho partecipato al confronto pubblico tra amministratori di varie parti d’Italia, esperti e cittadini, denominato «Bologna30» sui nuovi limiti di velocità imposti in città. Ho portato l’esperienza di Londra, dove ho vissuto e lavorato 17 anni come corrispondente Rai, che ha introdotto il limite delle 20 miglia all’ora (32 km/h) su tutte le strade della capitale nel 2020, ottenendo risultati notevoli in fatto di sicurezza: il 63% in meno di incidenti in meno in tre anni, con una riduzione dei decessi di oltre il 30 per cento.
Una decisione che ha reso più sicura, soprattutto per pedoni e ciclisti, una metropoli da oltre 10 milioni di abitanti. Adottando il «modello-Londra», Bologna ha fatto una scelta che va in questa direzione. E i risultati, anche da noi, si sono visti.
Il costo del trasporto pubblico: modelli diversi a confronto
Ma nella ciotola delle ciliegie sono rimaste quelle meno dolci. Sempre nel corso dello stesso dibattito, sottolineai come, assieme ai limiti sulla velocità urbana, per facilitare gli spostamenti dei cittadini il Comune di Londra avesse lanciato un piano di grandi investimenti nel trasporto pubblico, in particolare per autobus e tram, con aumento di mezzi, linee, percorsi e servizi e con incremento di personale e orari. Tutto questo però senza toccare le tariffe dei biglietti, anzi, in alcuni casi introducendo maggiori agevolazioni per anziani, lavoratori e studenti.
In quell’occasione invitai il sindaco Lepore e l’allora assessore alla mobilità, Valentina Orioli, a seguire l’esempio londinese anche in questo contesto.
E lo feci portando numeri e dati di Londra.
– Una flotta di 9300 mezzi
– 675 percorsi 24 ore su 24
– 19,500 fermate
– un tempo di attesa che va dai 5 agli 8 minuti
– una movimentazione di 6,5 milioni di passeggeri al giorno
I prezzi dei biglietti nella capitale e nella città emiliana
E i prezzi? Una corsa singola sul bus a Londra costa attualmente 1,75 sterline (circa 2,10 euro) e il biglietto vale per circa un’ora. Il tetto massimo di spesa giornaliera (superato il quale non si paga) è di 5,25 sterline (6,30 euro), mentre quello mensile è di 24,70 sterline (29,63 euro). Gli over 60 viaggiano gratuitamente su tutte le linee del bus (e della metropolitana) dalle 9 del mattino in avanti, grazie all’abbonamento «Oyster Card 60+». Gratis anche ragazzi e studenti fino a 15 anni, senza limitazioni di orario.
Dai 16 ai 18 anni gli studenti usufruiscono del 50% di sconto sulle tariffe. E dai 18 anni, per tutto il periodo degli studi universitari hanno il 30% in meno.
Ebbene, a partire dal prossimo marzo, con l’introduzione delle nuove tariffe, a Bologna, che non è Londra, e che ha «solo» 400 mila abitanti e una flotta di bus di poco inferiore a 1000 automezzi per 217 linee, un biglietto del bus costerà 2,30 euro (contro i 2,10 di Londra), il giornaliero 9 euro (a Londra 6,30) e il mensile 39 euro (rispetto ai 29,60 di Londra).
Che fine ha fatto, dunque, il «modello-Londra» ? L’omologo del sindaco Lepore a Londra si chiama Sadiq Khan, è un laburista convinto ed è primo cittadino della capitale britannica dal 2016, con già due mandati al suo attivo. Ha governato la città dopo l’era di Boris Johnson sindaco, e, fino all’anno scorso, ha dovuto combattere con governi nazionali di colore e ideologia opposti alla sua.
Matteo Lepore e Sadiq Khan: sindaci e riforme
Khan è un avvocato dei diritti umani ma, soprattutto, è figlio di due immigrati pakistani. È nato a Tooting, nel sud di Londra, quinto di otto figli. Ha vissuto la sua giovinezza in una casa popolare con tre stanze. La madre lavorava come sarta e il padre era un autista di autobus. Per lui gli autobus sono come la casa.
Conosce i volti, le storie e la vita di chi vi sale ogni giorno per andare a lavorare, o semplicemente spostarsi. Operai, impiegati, insegnanti, infermieri, donne, ragazzi, studenti, anziani, immigrati. Cittadini che lavorano a Londra ma non possono permettersi di viverci. Sono il cuore nascosto e pulsante della città. Rosso come il sangue che scorre nelle loro vene, il bus è la linfa vitale, un bene necessario, non semplicemente un servizio.
Sadiq Khan questo ce lo ha inciso nella pelle. È un sindaco che, come dicono a Londra, «takes care», si prende cura delle persone, dei suoi cittadini. E delle ciliegie non scarta nulla.
***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****
Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link