Grande soddisfazione ha manifestato Confindustria Nautica per la sentenza del Tar Campania, che ha accolto il ricorso presentato da un gruppo di società di charter attive nell’area della Marina Protetta di Punta Campanella, tra le costiere sorrentina e l’amalfitana. “E’ stato sancito il no a penalizzazioni delle attività professionali, e questo è per noi motivo di grande soddisfazione” dicono negli uffici confindustriali, consapevoli dell’importanza che le province di Napoli e Salerno hanno per l’economia del territorio, e pronti, ora, a collaborare per varare un nuovo regolamento che tenga conto delle esigenze di tutti.
Come pubblicato su questo sito all’indomani della pubblicazione della sentenza, il Tribunale amministrativo della Campania ha sancito, con la sentenza numero 1354 del 4 dicembre 2024 (resa pubblica il 18 febbraio 2025) l’incompetenza dell’ente gestore dell’AMP a introdurre una serie di misure giudicate vessatorie per le società di charter. La regolamentazione prevedeva infatti penalizzazioni con riguardo al regime autorizzatorio, il versamento di oneri di segreteria e l’installazione obbligatoria del sistema identificativo Ais, una sorta di “scatola nera” da tenere obbligatoriamente a bordo per monitorare velocità e posizione rispetto alla costa.
Il Tar ha sancito l’incompetenza dell’ente gestore a introdurre tale regime, rivestendo carattere innovativo rispetto al regolamento di gestione e introducendo condizioni ritenute da Confindustria Nautica “vessatorie per le società di charter”.
Quando l’associazione locale degli operatori turistici (ben 55 aziende) ha deciso di rivolgersi al Tribunale Amministrativo Regionale per contestare le misure prese a danno della categoria, Confindustria Nautica ha appoggiato l’iniziativa, ricorrendo all’affiancamento in giudizio con la formula dell’“ad adiuvandum”, ovvero schierandosi a sua volta al fianco dei ricorrenti, contro i provvedimenti adottati dai vertici dell’AMP, ritenuti illegittimi. Una scelta coerente con l’attenzione che l’associazione confindustriale ha dedicato da tempo al settore emergente del charter, tanto da aver costituito non molto tempo fa un’apposita assemblea (la nona) dedicata alle imprese del settore.
Lo ha ricordato la direttrice generale di Confindustria Nautica, Marina Stella, affidando all’ufficio stampa dell’associazione una dichiarazione in cui si ricorda che “l’associazione nazionale di categoria di Confindustria è articolata in nove assemblee di settore in rappresentanza di tutta la filiera, e ultima, solo in ordine di costituzione, è proprio la nona dedicata alle imprese del charter, cui abbiamo assicurato importanti innovazioni normative e per cui continuiamo a lavorare per un nuovo pacchetto di riforma del Codice della nautica da diporto. Auspichiamo – ha aggiunto Stella – che l’ulteriore rafforzamento in corso della nostra compagine associativa porti ulteriori risultati”.
Soddisfazione è stata espressa anche da Roberto Neglia, responsabile dei rapporti istituzionali di Confindustria Nautica, il quale ha seguito la vicenda assieme al consigliere dell’Assemblea 9, Sebastiano Iuculano, titolare di una delle società rivoltesi al TAR Campania per avere giustizia. “Si tratta di un importante riconoscimento dei diritti delle imprese della locazione e del noleggio che proprio in Campania rappresentano un hub di assoluto rilievo nazionale e internazionale e si specchiano nella qualificata rappresentanza in Confindustria Nautica” ha tenuto a dire Neglia, aggiungendo che “le province di Napoli e Salerno insieme rappresentano il primo polo nazionale in termini di addetti del charter”.
Resta da verificare che cosa accadrà ora, in vista della stagione estiva 2025, quando l’attività di charter e noleggio si intensificherà provocando un oggettivo problema di gestione della navigazione nei tratti di mare dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, una zona turistica battuta da migliaia di imbarcazioni da diporto e da numerosi mezzi delle compagnie di navigazione (traghetti, aliscafi e barconi stracarichi di turisti e pendolari), che non dista molto da Capri, isola a sua volta “assediata” da un turismo difficile da gestire, e da tempo interessata ad allestire una sua propria Area Marina Protetta.
Al momento – vale la pena ricordarlo – la navigazione nel tratto di mare oggetto del contendere è libera, e non solo per effetto della sentenza che ha dato ragione alle società di charter, ma anche perché il regolamento contestato era di fatto scaduto il 31 dicembre del 2024. Per scrivere nuove regole in grado di soddisfare operatori turistici e responsabili dell’AMP sono in programma incontri tra le parti mirati a trovare il miglior compromesso e ad ottenere l’approvazione del ministero dell’Ambiente. Non sarà facile. Ma è importante che da entrambe le parti ci sia l’impegno a trovare una soluzione equa, che contemperi le esigenze del lavoro, della sicurezza e della salvaguardia dell’ambiente marino.
***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****
Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link