i giovani al centro della Cooperazione

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Il 6° Summit nazionale delle Diaspore (SND), si è svolto il 22 febbraio a Roma, presso l’Auditorium Antonianum di via Manzoni.
Il SND ha lo scopo di promuovere il ruolo attivo delle diaspore nel rafforzare i legami tra l’Italia ed i paesi d’origine, e di riconoscerle come attori fondamentali nella cooperazione internazionale. L’evento è nato nel 2017 e rappresenta il cuore pulsante della Cooperazione Italiana,  una serie di conferenze in cui le istituzioni coinvolte si sono passate il microfono per fare luce sull’importanza dell’argomento.
“Le diaspore sono sogetti attivi per trovare soluzioni per le comunità in italia e nei loro paesi” dice, nel suo intervento, Laurence Hart, direttore dell’ufficio di coordinamento per il Mediterraneo dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OlM).

Summit Nazionele delle diaspore: Draft the future

Il summit Nazionale delle Diaspore si inserisce all’interno del progetto DRAFT the Future! Towards a Diaspora Forum in Italy, finanziato dalla cooperazione italiana ed implementato dall’OIM, e dall’associazione Le Reaseau. Il progetto, secondo l’OIM, ha lo scopo di  “Promuovere le Associazioni delle Diaspore come agenti di sviluppo e riconoscerne il ruolo sempre più centrale nel sistema della Cooperazione italiana allo Sviluppo”.
Per Fabio Strinati, Dirigente presso AICS, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo,  “al momento di fare il bilancio, quello di diventare attori nel coordinamento è un risultato importante.” Infatti grazie al progetto, inaspettatamente, è nato il Coordinamento Italiano delle Diaspore per la Cooperazione Internazionale (CIDCI), un organizzazione composta da associazioni della diaspora che si occupano di cooperazione allo sviluppo e di educazione alla cittadinanza globale.
“Avere un ente di riferimento delle diaspore di questo tipo contribuisce a facilitare il dialogo e tutto quello che è l’attivita di confronto che noi come OIM, ed in generale le istituzioni in italia, fanno con le organizzazioni diasporiche.” dice Nelson Mallè Ndoye.
Il progetto “DRAFT the Future” fornirà alle associazioni delle diaspore  importanti opportunità di accrescimento delle loro competenze ad esempio attraverso il finanziamento di progetti di cooperazione e la promozione di borse di studio per i rappresentanti delle associazioni che vogliono migliorare le loro competenze nella cooperazione allo sviluppo.

Summit nazionale delle diaspore: gli occhi dei giovani

Generazione globale: i giovani al centro della Cooperazione Internazionale” è il titolo dell’edizione 2025 del SND arrivato alla sesta edizione. Lo scopo della giornata infatti è stato quello di sottolineare come il coinvolgimento delle nuove generazioni contribuisca a rendere la cooperazione più inclusiva, efficace e sostenibile, di conseguenza un importante spazio del summit è stato destinato a due panel che hanno fornito la possibilità di dare voce ai giovani su questo tema.
Elias Gerovasi, di Info-cooperazione.it e moderatore del panel spiega che ci sono sostanzialmente tre modi in cui un giovane può entrare nel mondo della cooperazione, cioè attraverso:

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l’attivismo

Il volontariato

Il mondo delle professioni

Ed addentrandosi nel mondo professionale emerge che “i ruoli più ricercati sono quelli dell’amministrazione, seguiti dalle figure di rappresentanza nei paesi, da quelle mediche e da quelle dell’informazione.
Come si vede dal grafico, c’è una predominanza nella ricerca dei profili in italia, con il 27,29% nel 2024, a seguire ci sono i contesti di emergenza come l’ucraina, con il 4,94% poi il Mozambico(3,82%) e poi gli altri che vedete in figura.Sulla necessita del ruolo dei giovani nella cooperazione prende la parola Sanga Abdoul Malik, Studente di giurisprudenza e attivista: “in quanto giovane, penso che ascoltarci sia un dovere, avete questo dovere nei nostri confronti, cosi come noi abbiamo il dovere di dire quello che pensiamo della cooperazione.” Ed essendo un giovane migrante fa chiarezza su quali siano le vere necessità che oggi servono ai giovani che arrivano in Italia “i ragazzi sono qui perche  hanno intenzione di fare” e lascia un messaggio alle istituzioni “c’è qualcosa che potete fare in più, ed è non lasciare i giovani nelle strutture di accoglienza.
Quei ragazzi vogliono studiare e vogliono formarsi. Prendetevi carico delle nostre necessita e fate in modo di formarci, altrimenti saremo sempre le persone raccontate da altri.”
Malik riesce a centrare il punto della situazione raccontando la sua esperienza.
Il suo intervento non è solo un parere sulla cooperazione internazionale, ma la voce di migliaia di giovani che ogni anno arrivano in Italia e di cosa necessitino. L’intervento di Malik ribalta la narrazione vittimista dell’integrazione che abbiamo in mente: “Senza formazione saremo soltanto delle figurine che si mettono là per far vedere che ci siamo integrati, ma questa non è integrazione, noi voglamo collaborare, vogliamo far vedere che facciamo di più di quello che facciamo già.” Ed è proprio grazie alla concretezza del suo intervento che alla fine la sala si alza per una standing ovation, un segno di riconoscimento per la sua bravura, la quale ha saputo dimostrare quello per cui tantissime persone e tantissime istituzioni si battono da anni; Ovvero la moltitudine di risorse positive che ogni giorno arrivano nel nostro paese.
Risorse giovani, capaci, vogliose, risorse per le quali si continua a far finta che valgano meno delle nostre.

Testo  e foto di Lorenzo Pugliese
(25 febbraio 2025)

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