Napoli, stop B&B e più case per gli studenti: «Ora scendono i prezzi»

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L’effetto Cin fa crollare i prezzi per le stanze degli studenti. L’entrata in vigore, a partire da gennaio 2025, del codice identificativo nazionale delle strutture ricettive ha provocato una riconversione di centinaia di case in affitto, che vengono date in locazione non più ai turisti ma ai giovani universitari, fuori sede e non. Un effetto domino che riguarda specialmente il centro storico – come confermato dalla International Community Napoli, associazione no profit che si occupa dell’accoglienza degli studenti Erasmus all’ombra del Vesuvio. Matricole e laureandi in medicina, letteratura, giurisprudenza o ingegneria, in buona sostanza, trovano di nuovo casa, e con prezzi inferiori di circa «200 euro» rispetto al pre-Cin. Per gli universitari ci sono oltre «200 appartamenti» in più nel solo centro storico del capoluogo partenopeo. Va premesso, però, che il mercato potrebbe riassestarsi, con la crescita della domanda turistica che salirà in vista delle sempre più vicine vacanze di Pasqua.

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Andiamo per ordine, per cercare di spiegare un fenomeno concreto, i cui effetti sono ampiamente tangibili per migliaia di universitari che si formano negli atenei napoletani. Il mercato degli affitti ha subito una rivoluzione piuttosto rapida, nel post-Cin. Come mai? L’introduzione, da parte del governo, dell’obbligo di esporre il codice identificativo all’esterno delle strutture ricettive – pena, tra l’altro, la cancellazione dai portali dello sharing – ha spinto migliaia di gestori ad abbandonare l’attività di “host”. Piuttosto che regolarizzarsi o andare incontro alla burocrazia, in altre parole, tanti proprietari hanno chiuso il bed and breakfast e sono tornati al passato. L’affitto agli studenti non richiede codici e permessi. Oppure i gestori, senza dismettere l’attività di b&b, nei primi due mesi dell’anno – tradizionalmente i meno affollati della stagione turistica – si sono immessi nel mercato delle locazioni brevi per gli universitari.

Due diverse strategie di ridestinazione degli appartamenti, che portano però allo stesso risultato: dove prima c’erano i turisti, con una corsa al rialzo dei prezzi, oggi ci sono gli studenti. Del resto, l’esodo dai b&b e dalle case vacanza non è un fulmine a ciel sereno. A inizio 2025 avevamo riportato su queste pagine le previsioni di Abbac (associazione di categoria delle strutture ricettive extralberghiere), secondo cui sarebbero spariti circa 2mila annunci da Napoli, perché «privi di requisiti per mettersi in regola – spiegò Agostino Ingenito, presidente della stessa Abbac – per essere a posto con il Cin è necessario rispettare il dm Sanità del ’75: 28 metri quadri per un monolocale con un posto letto e 38 metri quadri per due ospiti. Più i 2,7 metri d’altezza». Norme piuttosto stringenti, specialmente per le case del centro storico.

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Riassumendo, i timori di eventuali sanzioni per il mancato rispetto delle misure stabilite dal dm Sanità, le difficoltà burocratiche e, in concomitanza, l’arrivo della bassa stagione del turismo tra gennaio e febbraio: tutti questi elementi hanno ridotto, e non di poco, uno dei problemi principali esposti dagli studenti negli ultimi anni, e che sono venuti alla luce anche attraverso manifestazioni e proteste sparse su tutto il territorio nazionale. A scendere nel dettaglio delle cifre cittadine è stato ieri Marco Villani, presidente di International Community Napoli, proprio nel giorno dell’accoglienza degli studenti Erasmus all’ombra del Vesuvio: «Secondo i dati della nostra associazione – dice – oltre 200 b&b in centro storico, da Materdei a Garibaldi, si sono immessi nel mondo degli affitti brevi per gli studenti. In particolare, ne hanno beneficiato gli Erasmus. Tra gennaio e metà febbraio c’è stato un calo degli affitti brevi turistici importante». Cosa implica, questo fenomeno, a livello di cifre? I posti letto sono di nuovo a misura del portafogli di uno studente? «A novembre del 2024 – prosegue Villani – una stanza singola superava anche i 550 euro. A gennaio 2025, invece, si è arrivati a un prezzo medio di 300 euro per una stanza».

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E poi aggiunge: «Il mercato è destinato a ristabilizzarsi anche in tempi piuttosto rapidi, dato che il panico dei b&b di non affittare i posti letto sta finendo, così come forse era prevedibile. Non siamo più, però, nella bolla speculativa di fine anno scorso e si trovano stanze tra i 350 e i 400 euro. Inoltre molti appartamenti, anche in zona ospedaliera, nei dintorni del Rione Alto, via de Amicis e del polo universitario di Biotecnologie, non sono più b&b e si sono riconvertiti in case in affitto per gli studenti». Studenti e turisti: l’equilibrio tra cultura e business è delicato, ma allo stesso tempo essenziale per una società felice.





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