Autodromo di Imola, il volano dell’economia in Emilia Romagna

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Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani durante la conferenza “Imola e Made in Italy: dove sport, motori e musica incontrano il mondo”

È uno strumento di promozione del Made in Italy nel mondo, ma anche, per il nostro Paese, un vero volano per l’economia dell’Emilia Romagna e non solo. Ma nel 2025 l‘Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari accellera ancora di più con la stima di una crescita che si attesterà ad un milione di visitatori all’anni e un indotto che potrebbe raggiungere il miliardo di euro entro il 2029.

L’icona mondiale della Motor Valley

Ospitando eventi sportivi di portata planetaria, come il Gran Premio di Formula 1 e il World Endurance Championship (WEC), l’impianto rappresenta certamente un’icona mondiale del settore della Motor Valley, ma si conferma un asset strategico anche per manifestazioni di carattere musicale, culturale e fieristico. Proprio di questo si è parlato nel corso della conferenza “Imola e Made in Italy: dove sport, motori e musica incontrano il mondo” che si è svolta questa mattina a Roma presso la sede del Ministero degli Affari Esteri.

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È stata questa un’occasione per riflettere sulla diplomazia sportiva e culturale come nuovo strumento di promozione strategica dell’Italia e dei suoi territori. All’incontro sono intervenute numerose personalità: il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, il sindaco di Imola Marco Panieri, il presidente dell’Istituto Commercio Estero Matteo Zoppas, il coordinatore Politiche Sportive della Regione Emilia-Romagna Giammaria Manghi e il direttore dell’Autodromo di Imola Pietro Benvenuti.

Le parole di Tajani

Nel suo intervento il ministro Tajani ha spiegato che “con il suo Autodromo e Gran Premio, e con l’industria dell’auto collegata, Imola è il simbolo del Made in Italy, di un’Italia vincente, che piace, un’Italia che può continuare ad esportare anche in un settore così importante come quello dello sport. Ritengo che Imola sia parte di una strategia di politica estera più ampia. Attraverso gli eventi che si tengono a Imola possiamo accendere i riflettori nel nostro paese, attirare turisti che vengono in Italia per seguire il Gran Premio, per poi fermarsi a visitare le nostre bellezze. Non si tratta quindi solo della Formula 1 che viene vista in televisione, ma di uno strumento fondamentale di promozione dell’Italia e delle sue imprese nel mondo”.

L’impatto economico sul territorio

Durante la conferenza il sindaco Panieri ha presentato anche i risultati preliminari di una prima analisi del Censis sull’impatto degli eventi dell’Autodromo sul territorio locale e nazionale, con una previsione per l’anno 2025, e il suo ruolo potenziale nella promozione del Made in Italy. “L’Autodromo di Imola è un attore chiave delle strategie di diplomazia sportiva italiana – ha commentato -. Portando Imola nel mondo, valorizziamo l’Italia, le piccole e medie imprese nazionali e lo sport”.

Attirare un pubblico di “qualità” dei “Big Spender”

Ogni anno sono circa 600mila le presenze registrate all’Autodomo, ma l’obiettivo prefisso non è solo quello di aumentare questi numeri (la previsione come detto è quella di un milione), ma attirare un pubblico sempre più qualificato: in particolar modo i cosiddetti “Big Spender“, ovvero coloro che sono disposti a investire di più in esperienze esclusive, ospitalità di alto livello e prodotti di lusso. Attualmente questa fascia rappresenta circa il 15% del pubblico degli eventi ospitati a Imola, ma con un’offerta adeguata e un piano di valorizzazione dell’esperienza complessiva, questa percentuale potrebbe crescere fino al 25% nei prossimi quattro anni, generando un impatto economico rilevante per l’indotto.

Diversificazione

Negli importanti numeri delle presenze c’è poi da fare un’ulteriore suddivisione quella sull’internazionalità delle presenze. Se nel 2024 il pubblico dell’Autodromo di Imola è provenuto da 63 nazioni diverse, l’obiettivo attuale è di estendere questa platea fino al raggiungimento di 85 Paesi, consolidando la posizione dell’Autodromo come punto di riferimento globale per il motorsport e l’intrattenimento.

L’aumento dell’indotto

Inoltre, come accennato sopra, attualmente l’indotto annuo generato dal circuito è stimato in 600 milioni di euro, ma con gli investimenti pianificati potrebbe superare il miliardo entro il 2029. Nei prossimi quattro anni il contributo totale all’economia del territorio potrebbe raggiungere i 2,4 miliardi di euro, con un potenziale di crescita fino a 4 miliardi qualora tutti i progetti previsti venissero realizzati.

Gli investimenti strategici

Nel progetto generale di crescita una parte importante è quella degli investimenti, molti dei quali già avviati come l’ampliamento del corpo box, il rifacimento del manto stradale con materiali sostenibili, l’incremento delle infrastrutture per l’energia rinnovabile e lo sviluppo del progetto “New Paddock Club”. Quest’ultimo prevede la creazione di nuove aree hospitality di oltre 7.000 mq, con spazi esclusivi per ospiti e aziende, posizionando Imola come una destinazione premium per eventi e competizioni internazionali.

La collaborazione con il Censis

Per monitorare e ottimizzare l’impatto economico dell’Autodromo, ma anche per l’andamento e i risultati concreti degli investimenti, il Comune di Imola e il Censis continueranno anche nei prossimi anni questo percorso di collaborazione, analisi e progettazione condivisa, coinvolgendo oltre 400 aziende dell’Emilia-Romagna. Questo studio permetterà di valutare con precisione il valore economico degli eventi e di definire strategie mirate per massimizzare il ritorno economico e l’attrattività del circuito.

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Tra i suoi obiettivi l’Autodromo si propone infatti di diventare anche un vero

e proprio laboratorio di comunicazione per le imprese del territorio, coinvolgendole fin dalla fase di ideazione degli eventi e creando sinergie per massimizzare il ritorno economico e d’immagine locale.



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