Blitz in centro contro l’occupazione delle case popolari

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Blitz interforze contro l’occupazione abusiva delle case popolari a Viterbo. È scattato all’alba di oggi, 27 febbraio, con le forze dell’ordine che, partite dal palazzo della prefettura, intorno alle 7, hanno fatto irruzione nella zona Sacrario – San Faustino. È l’area più critica e più colpita dal fenomeno. Interessati cinque appartamenti.

Sul posto, tra via Egidio da Viterbo e via Santa Rita, polizia locale e di stato, carabinieri, guardia di finanza, vigili del fuoco e ambulanze con circa 200 uomini. “Quartieri generali” per i mezzi allestiti al Sacrario e in piazza della Trinità. Presenti anche la sindaca Chiara Frontini e gli assessori Giancarlo Martinengo e Rosanna Gilberto. 

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Coinvolti minori e animali domestici

Tra gli sgomberati risultano anche diverse famiglie con minori, che sono state affidate ai servizi sociali, e proprietari di animali domestici, presi in carico dai veterinari della Asl. Non sono mancati momenti di tensione: alle 9,30 un uomo ha opposto resistenza alle forze dell’ordine durante lo sgombero della sua abitazione, provocando attimi di agitazione. Per il resto, le operazioni si sono svolte senza particolari problemi, con diversi abitanti che hanno lasciato gli immobili spontaneamente e tra le lacrime sono stati presi in carico dai servizi sociali.

Il fenomeno delle occupazioni

A Viterbo sarebbero una cinquantina gli alloggi occupati senza titolo, su un totale di 1200-1300 appartamenti. Nel solo quartiere di San Faustino le abitazioni illegalmente detenute sarebbero una ventina. Ma il problema non riguarda solo il centro storico. Anche quartieri come Capretta, Carmine, Ellera, Pila e Pilastro risultano coinvolti.

Le occupazioni sono avvenute con modalità consolidate nel tempo: forzatura della porta d’ingresso per accedere a locali vuoti in attesa di assegnazione oppure subentri abusivi in alloggi regolarmente intestati ad altri, spesso con legami di parentela con i legittimi assegnatari. In alcuni casi, episodi più gravi hanno visto ignari proprietari rientrare dalle vacanze o dal lavoro e ritrovare le serrature cambiate e la casa sottratta.

Il ruolo dell’Ater

L’Ater ha più volte ribadito il proprio impegno nella lotta all’abusivismo abitativo, sottolineando che il suo operato si limita alla richiesta dei decreti di rilascio e sfratto per i soggetti occupanti senza titolo. Ad agosto l’ente ha dichiarato: “Da soli non siamo in grado di liberare gli alloggi occupati. È necessaria una sinergia forte tra istituzioni e il supporto delle forze dell’ordine. Solo così potremo sconfiggere i prepotenti e dare un tetto a chi segue le regole e viene inserito in graduatoria. I nostri uffici hanno attivato tutte le procedure legali per avviare gli sfratti di coloro che sono entrati negli appartamenti con la forza. Le occupazioni rappresentano un gravissimo danno, anche economico, per l’azienda”.

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Le pene

L’inasprimento delle sanzioni contro chi occupa abusivamente un immobile è ormai legge. Il nuovo reato di occupazione abusiva di immobili, introdotto a fine settembre con l’approvazione del Ddl Sicurezza alla Camera dei deputati, prevede pene detentive da due a sette anni per gli occupanti senza titolo.



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