Giro d’Italia in 10 assaggi: ecco 10 vini che ci hanno colpito a Slow Wine Fair

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La quarta edizione di Slow Wine Fair a Bologna si è rivelata particolarmente densa e ricca di espositori italiani di estremo interesse per gli addetti ai lavori, ma anche per il pubblico di appassionati che ha affollato la manifestazione. Il tema della biodiversità e sostenibilità è stato dominante in questa fiera internazionale dedicata al vino buono, pulito e giusto ed è anche stato il fulcro attorno al quale è avvenuta la selezione delle cantine da parte di Slow Food. Tra le oltre 900 aziende italiane presenti, abbiamo scelto per voi le dieci etichette che, oltre ad interpretare il “concept” della kermesse, ci hanno particolarmente appagati.

Sardegna

Cantina Castiadas

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per le aziende

 

Notteri 2023 Vermentino di Sardegna Doc

La cantina è situata nella zona sud-est della Sardegna, tutte le vigne si trovano sul livello del mare. Il vento perenne accarezza giorno e notte i filari, donando a questo vino una sapidità spiccata. Le uve vengono vendemmiate la prima settimana di settembre, il mosto fiore trasferito per caduta da una vasca all’altra sosta a bassa temperatura per 2/3 giorni, quindi permane sulle fecce fini altri 5/6 giorni e viene imbottigliato l’agosto seguente. Il prodotto è di buona struttura, matura in acciaio ed è caratterizzato da componenti floreali e fruttate piuttosto decise. Il naso è un mix di profumi della macchia mediterranea e rivela una salinità che ritroviamo all’assaggio, corposo, dal caratteristico finale ammandorlato e che promette longevità.

Toscana

Montemercurio

Damo 2016 Vino Nobile di Montepulciano Docg

L’azienda è ubicata a Montepulciano e il vigneto è nato negli anni Sessanta. Il vino è un blend di Sangiovese al 70% e Colorino, Mammolo, Canaiolo e Barbera per il restante 30%. La fermentazione spontanea, seguita dalla macerazione di trenta giorni sulle bucce, quindi dall’affinamento di 3 anni in botti grandi di rovere da 40 ettolitri prima di sostare in bottiglia. In degustazione sfoggia un naso particolarmente complesso, con note principalmente terziarie date dall’affinamento. In bocca è corposo, regala al palato un sorso deciso con una buona componente tannica che non offusca l’eleganza della beva.

Campania

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Pietrafumante brut etichetta bianca Caprettone Spumante Metodo Classico

Il Caprettone è un vitigno autoctono campano, prodotto dall’azienda vesuviana situata sul versante che guarda il mare, praticamente affacciata su Capri. Questa felice versione spumantizzata è un millesimato 2021, con sboccatura avvenuta nel dicembre 2024. Sosta 30 mesi sui lieviti. Per sua natura, il vitigno esprime l’anima intrinseca del vulcano e la sua vivace mineralità. Non mancano note floreali, al naso affiora un bel sentore di ginestra che abbraccia quella sapidità che ritroviamo nel sorso, estremamente gradevole e dinamico. Uno spumante metodo classico perfetto (quasi) a tutto pasto, ma anche come aperitivo.

Veneto

Bardi

Igt Carmenere 2019

Ottenuto da uve Carmenere in purezza, il vino sosta per tre anni in botti di rovere francese da 25 ettolitri. Nasce da terreni argillosi, nella zona di Roncade nel bel mezzo della pianura basso trevisana. Il Carmenere qui si trova a proprio agio e si esprime al meglio, come ci conferma la degustazione di questo vino che al naso conquista con le sue note caratteristiche concentrate sul mondo vegetale (peperone verde, foglia di pomodoro). Affiorano anche aromi terziari regalati dal legno che in questo caso non invade, ma arrotonda. In bocca è perfettamente coerente, morbido, invita al riassaggio.

Alto Adige

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Girlan

Pinot nero Doc Riserva Trattmann 2022

Le uve provengono da due zone di produzione: Girlan, dove è ubicata l’azienda e Mazzon, una piccola frazione nel sud dell’Alto Adige. Fermentazione e affinamento avvengono separatamente (18 mesi in barrique), per poi riunirsi in bottiglia dove il vino affina per 12 mesi. Il vino, imbottigliato in vetro leggero del peso di 410 grammi, sprigiona un tripudio di piccoli frutti di bosco, soprattutto mirtillo, mentre all’assaggio regala un sorso maturo e convincente, grazie ad una buona gestione dei tannini che esaltano una bella sapidità di base, dono del terreno vulcanico su cui sorgono i vigneti.

Umbria

Palazzone

Campo del Guardiano 2022

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Doc Orvieto Classico Superiore

La collettiva Umbria Top è un consorzio che rappresenta una sessantina di produttori dell’Umbria, organizzando per loro conto l’attività di promozione e la presenza nelle varie fiere. Tra i presenti abbiamo selezionato questo gradevolissimo Orvieto Classico Superiore che nasce da una vigna situata a 300 metri sul livello del mare, in cima ad una collina il cui terreno è in parte sedimentario e in parte vulcanico. Il blend è quello tradizionale (Procanico, Grechetto, Verdello e Malvasia), la vinificazione avviene in acciaio e, dopo l’imbottigliamento, il vino riposa per due anni prima di essere commercializzato. Possiamo definirlo una pura espressione dei bianchi dell’Orvietano, ben strutturati, persistenti, longevi e adatti ad accompagnare i piatti tipici regionali.

Lombardia

Tenuta Mazzolino

Oltrepò Pavese Cruasé Metodo Classico Docg 2020 extra brut Pinot nero rosé

Pinot nero 100%, ottenuto con breve macerazione sulle bucce per estrarre il colore e le nuance di frutti rossi. Il gesso del suolo sul quale sono ubicati i vigneti è l’elemento caratterizzante di questo vino ottenuto grazie alla preziosa consulenza di Dominique Leboeuf, per 25 anni direttore della Station Oenotechnique du Champagne. Dopo aver sostato 36 mesi sui lieviti, la sboccatura di questo extra brut dal finissimo perlage è avvenuta ad aprile 2024. Al naso riconosciamo frutti rossi selvatici, soprattutto fragoline di bosco e solo un accenno di pasticceria che non consente al lievito di sovrastare il vino. Finezza ed eleganza dominano il sorso in cui tornano i frutti rossi croccanti e il gesso, che sostiene e prolunga la freschezza della beva.

Friuli

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Vistorta

Bianca 2020 Tocai Friulano Igt Venezia Giulia Bianco

L’azienda, storica produttrice di Tocai friulano, ha da tempo iniziato un percorso di “avvicinamento all’uva”, lavorando molto con la macerazione. Il vino fermenta in parte in barrique a cielo aperto, quindi posizionate all’esterno della cantina, per far sì che i lieviti presenti nell’uva sviluppino al meglio le peculiarità del singolo vigneto. La fermentazione si completa poi in ceramica per circa un anno, quindi segue un passaggio in legno di ulteriori 12 mesi. Trascorso il tempo, si aggiunge una ulteriore sosta in cemento che anticipa l’imbottigliamento, senza chiarifica né filtrazione. Ne risulta un vino piacevole e di grande freschezza, dall’olfatto che svela un frutto importante e dal sorso importante, articolato e persistente.

Emilia Romagna

Giovanna Madonia

Neblina 2024 Romagna Albana DOCG secco

Ci troviamo a Bertinoro, in provincia di Forlì Cesena, nelle prime colline che dall’Adriatico si allungano verso il confine Romagnolo. L’azienda, con un patrimonio vitato di 15 ettari, produce prevalentemente Albana, vitigno autoctono a bacca bianca, e Sangiovese. Neblina al momento dell’assaggio è ancora una prova di vasca prossima all’imbottigliamento, ed è un’Albana secca e ferma, vinificata in bianco con una pressatura soffice e il mantenimento del 60% circa di mosto fiore che poi viene trasferito in acciaio con le proprie fecce in sospensione, quindi in bottiglia. Il naso sprigiona piacevoli nuance di fiori bianchi mentre il sorso è salino, eredità del terreno calcareo su cui sorge la vigna. Un vino sicuramente gastronomico che si presta ad abbinamenti anche audaci, con pesci grassi ma anche con carni bianche.

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Marche

CasalFarneto

Gran Casale 2021 Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc classico superiore

L’azienda, fondata nel 1995 da 4 amici, da sempre è concentrata nella produzione di Verdicchio, declinato in tredici sfumature diverse con l’impiego di vari materiali, dal legno alla terracotta, dalla ceramica all’acciaio. Anche le vendemmie variano, anticipata, normale, tardiva e super tardiva. In questo caso, abbiamo una settimana di surmaturazione e una notte di crio macerazione tra 0 e 4 gradi, per estrarre gli aromi dall’interno dell’acino e trasferirli nella polpa. Il giorno successivo ha inizio la vinificazione in terracotta che garantisce maggiore ossigenazione e conferisce maggiore grassezza al vino. Infine avviene la sosta sur lie per sei mesi, prima del trasferimento in bottiglia dove riposa da sei mesi ad un anno prima della commercializzazione. All’assaggio conquista per il calore e la pienezza del sorso, estremamente secco, decisamente gastronomico.



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