la parità salariale è ancora lontana. “Welfare equo, il vero cambiamento”

Effettua la tua ricerca

More results...

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
#finsubito

Finanziamo agevolati

Contributi per le imprese

 


Roma, 27 febbraio 2025 – L’avvicinarsi della Giornata internazionale della donna, l’8 marzo, induce a una riflessione circa i dati non ancora soddisfacenti, che riguardano le retribuzioni e la carriera di uomini e donne. Si è ancora molto lontani dalla tanto auspicata parità, come dimostra l’ultimo ‘Gender policy report 2024‘ di Inapp.

In Italia, l’80% dei congedi parentali è richiesto da lavoratrici, e per il 16% delle donne la maternità coincide con l’abbandono del lavoro. La retribuzione? In media è 5mila euro in meno degli uomini. Rispetto agli anni passati, c’è un miglioramento del tasso di occupazione femminile, salito al 56,5%, ma il divario retributivo resta: le donne guadagnano in media il 43% in meno degli uomini, superando la media Ue del 36,2%.

Questo è dovuto in parte alla maggiore presenza di donne in lavori part-time o con contratti non standard, come quelli a tempo determinato, che limitano la possibilità di avanzamento di carriera.

Prestito condominio

per lavori di ristrutturazione

 

Approfondisci:

Bonus Zes: incentivo per assunzioni di lavoratori over 35 nel Mezzogiorno

Il gender gap occupazionale in Italia rimane dunque critico. Inoltre, a livello culturale, in Italia resta inteso che sia la donna a sacrificarsi in nome della famiglia, rinunciando a opportunità di crescita professionale quando queste non coincidano con la gestione della casa o dell’educazione dei figli.

Le responsabilità familiari gravano in modo sproporzionato sulle donne: l’80% dei congedi parentali viene richiesto da lavoratrici, e il 16% abbandona il lavoro dopo la maternità, un dato nettamente superiore al 2,8% registrato tra gli uomini. A peggiorare il quadro, un divario salariale di genere che è stimato mediamente in 5mila euro annui.  

“Il gender gap occupazionale e retributivo evidenziato, mostra quanto sia urgente intervenire per garantire pari opportunità di carriera e di crescita. Occorre semplificare l’accesso ai benefici e ai sostegni economici per ridurre queste disuguaglianze e supportare concretamente le donne e le lavoratrici italiane”, spiegano Giovanni Pizza e Fabrizio Pinci della startup BonusX.

“Il vero cambiamento nasce dall’accesso a politiche di welfare eque, capaci di creare opportunità reali – proseguono – e ampliare le risorse a disposizione delle donne riconosciute non solo in quanto madri, ma lavoratrici, imprenditrici e in tutte le altre mille possibili realizzazioni. È necessario richiamare l’attenzione su un divario che resta troppo ampio: le politiche di welfare in Italia non rispondono ancora del tutto alle esigenze delle donne. In questo contesto – dicono ancora Pizza e Pinci – strumenti come il bonus per le mamme lavoratrici, il Fondo Impresa Femminile e gli incentivi per l’assunzione rappresentano risorse cruciali. Iniziative di questo tipo non solo offrono un supporto economico immediato, ma promuovono l’ingresso, la permanenza e l’avanzamento delle donne nel mercato del lavoro”. 

Fra i principali bonus attualmente in essere, si segnalano il bonus assunzione donne, inserito nel Decreto Coesione 2025, che prevede un’esenzione totale dal versamento dei contributi previdenziali per chi assume donne a tempo indeterminato. L’agevolazione, valida per tutte le lavoratrici indipendentemente dall’età, è soggetta a un limite di 650 euro mensili per un massimo di 24 mesi; il bonus mamme lavoratrici, un esonero del 100% sui contributi previdenziali a carico delle madri lavoratrici, dipendenti del settore pubblico o privato, con almeno 3 figli, che si traduce in un aumento dello stipendio delle madri che può arrivare fino ad un massimo di 3mila euro.

C’è poi il Fondo Impresa Femminile, un’iniziativa del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che mira a favorire la partecipazione delle donne al mondo imprenditoriale, e che offre loro contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per sostenere sia la creazione di nuove imprese femminili che il consolidamento di quelle esistenti.

Contributi e agevolazioni

per le imprese

 

Infine, vi è l’assegno di maternità dello Stato, un sostegno finanziario per mamme lavoratrici comprese quelle con lavori occasionali o irregolari, purché abbiano versato un contributo minimo. Si può richiedere entro 6 mesi dalla nascita del bambino o dall’ingresso del minore in famiglia tramite adozione o affidamento. Questa misura è pensata per le mamme che non riescono ad accedere alla maternità obbligatoria pagata dal datore di lavoro oppure che hanno una maternità di importo molto basso.



Source link

***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****

Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link

Source link