Partecipazione dei lavoratori, il sì alla Camera è un traguardo storico, ma la sinistra dà i numeri e si rifugia nella sceneggiata


Grande soddisfazione del governo e delle forze di maggioranza. Rizzetto: “Il coraggio di stare dalla parte dei lavoratori. Landini e Bombardieri assenti ingiustificati”. Il provvedimento, nel nome della Costituzione, rafforza la contrattazione sindacale: un modello che diventa realtà grazie all’esecutivo Meloni. La solita sceneggiata di Avs e Pd

Un risultato storico. La Camera ha approvato la proposta di legge sulla partecipazione dei lavoratori con 163 sì. I voti contrari sono stati 40, 57 gli astenuti. Tra FdI e la maggioranza c’è esultanza, in attesa dell’approvazione definitiva. Là sinistra dà i numeri, nonostante la pdl segni passi da gigante nelle dinamiche lavorative, anddando incontro a un dettato costituzionale. Ma si sa la Costituzione a sinistrea piace a “targhe alterne”.

Pdl partecipazione, ok alla Camera

“L’approvazione in prima lettura del ddl di iniziativa popolare sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende è una bellissima notizia”, dice la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone. “I numeri del voto finale nell’aula di Montecitorio dimostrano la necessità del dialogo tra maggioranza e opposizione sui grandi temi strategici per il Paese”. Si tratta di una battaglia storica della destra che ora è a un passo dal diventare legge. “La declinazione dell’articolo 46 della Costituzione era attesa da tempo e finalmente ci stiamo avvicinando all’obiettivo. Adesso – ha aggiunto la ministra – il testo passerà al Senato, dove auspico si potranno trovare nuove sinergie tra le forze politiche per raggiungere presto l’approvazione definitiva”.

Fdl e governo: “Dalla parte dei lavoratori”

Si tratta di un passaggio storico che “ha dimostrato il coraggio di stare dalla parte dei lavoratori”, sottolinea  il Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Walter Rizzetto (FdI). “In Aula alla Camera, dopo 75 anni, un Governo di centrodestra celebra la piena applicazione dell’art. 46 della Costituzione. La conclusione positiva dell’iter parlamentare della proposta di legge sulla partecipazione dei lavoratori al capitale, alla gestione e ai risultati d’impresa, non solo è un passaggio storico, ma dimostra coraggio: il coraggio di stare dalla parte dei lavoratori”. Lo afferma in una nota il Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Walter Rizzetto (FdI).

Rizzetto: “Landini e Bombardieri assenti ingiustificati”

”Il testo base, già approvato nelle Commissioni Lavoro e Finanze, è il progetto di legge di iniziativa popolare, quello per cui la Cisl ha raccolto oltre 400.000 firme. Un grande lavoro portato avanti da Luigi Sbarra, già segretario della Cisl. Che ha creduto in questo provvedimento e lo dimostra l’ampio consenso sociale e le numerose adesioni”. Poi arriva la stoccata alla Cgil e alla Uil che si sono chiamate fuori. “Spiace che altre sigle sindacali, oltre a non essere presenti ai lavori, non hanno nemmeno creduto nella partecipazione attiva dei lavoratori alla vita delle aziende: strumento, a mio avviso, cruciale per migliorare la produttività e il benessere dei lavoratori”. Incalza Rizzetto le due sigle che si sono estraniate proprio sul loro terreno:  “L’approvazione della partecipazione dei lavoratori alla gestione degli utili- aggiunge ancora il presidente della commissione Lavoro di Montecitorio-  dimostra palesemente che il nostro percorso, sia come Governo, sia come maggioranza, sia come Fratelli d’Italia, è a favore di un rafforzamento della contrattazione collettiva e delle relazioni industriali”.

Un modello che diventa realtà

Per questo Rizzetto non può fare a meno di insistere sul punto: “Mi tolgo un sassolino dalla scarpa, avrei preferito vedere sugli spalti non solo il segretario Sbarra, ma anche il segretario Landini e Bombardieri, che oggi sono assenti ingiustificati”. “Un provvedimento del genere non dovrebbe essere solo patrimonio del Parlamento, ma di tutte le sigle sindacali, anche le più piccole”. “L’approvazione del ddl sulla partecipazione dei lavoratori agli utili e alla gestione dell’impresa segna una tappa fondamentale nell’evoluzione del mercato del lavoro. Con una quinta rivoluzione industriale alle porte, inevitabilmente caratterizzata dell’intelligenza artificiale, la sfida sarà investire su quei princìpi partecipativi in virtù dei quali impresa e lavoro non siano antagonisti ma alleati. Un modello concreto che concili l’aumento della produttività con l’equità e la crescita delle retribuzioni. Un modello che grazie al Governo Meloni oggi diventa realtà”. Sono le parole di Silvio Giovine di FdI, componente Commissione Lavoro.

La sinistra vota contro. Distanza siderale dalle fabbriche

”La decisione di Pd, 5 Stelle e Avs di non votare a favore del provvedimento certifica definitivamente la fine di quella favola secondo cui la sinistra sarebbe vicina ai lavoratori. Non è così da molto tempo e lo hanno dimostrato anche in questa occasione con una posizione che segna la loro distanza siderale dalla realtà delle fabbriche: dove il rapporto tra lavoratori e datori è già all’insegna della ricerca comune di crescita e benessere”. Ricordiamo che Azione ha votato a favore della pdl.

Soddisfatto del risultato Renato Brunetta, presidente del Cnel, che parla di “cambiamento epocale. Si apre ora la possibilità di disegnare un nuovo modello redistributivo dei guadagni di produttività derivanti dalle nuove tecnologie, basato sulla partecipazione. Perché tutta la cassetta degli attrezzi del mercato del lavoro costruita intorno all’800 e al ‘900 deve essere rivista, a fronte delle grandi transizioni in atto. Solo così possiamo passare dalla società dei salariati alla società della partecipazione”.

Sceneggiata di Avs in Aula

Del tutto anacronistica la posizione della sinistra: “Avremmo votato contro anche se il testo fosse stato esattamente quello della Cisl. Ma questo testo lo peggiora, è una legge contro la contrattazione, regressiva”: il giudizio espresso da Franco Mari, per Avs, nelle dichiarazioni di voto. I deputati di Avs non hanno rinunciato alla sceneggiata, ogni occasine è buona: si sono presentati in Aula mostrando dei dei cartelli con il testo dell’articolo 46 della Costituzione. Non diversamente il Pd, che parla di “testo vuoto e occasione mancata”. Basta leggere cosa contiene il provvedimento per rendersi conto che così non è.

Cosa prevede la pdl sulla partecipazione



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