Presentazione progetto innovativo ‘Muscles’ – Veneto

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(Arv) Venezia 28 feb. 2025 - Oggi, a palazzo Ferro Fini, il consigliere regionale Marco Dolfin (Lega- LV) ha presentato il progetto ‘Muscles’ (Mussel Sustainable production (re)cyCLES), promosso e coordinato da Legambiente, assieme a una delle aziende partner del progetto, Rom Plastica di Chioggia, per il riciclo del polipropilene delle reti di allevamento mitili che vede il recupero, lo stoccaggio, la lavorazione e la nuova rimessa in circolo. Un progetto importante per l’economia circolare e la tutela dell’ambiente.
Il progetto mira a risolvere uno dei problemi ambientali più critici legati all’allevamento delle cozze: la dispersione delle calze in polipropilene (PP) utilizzate per la coltivazione dei mitili.
Il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, ha portato i saluti istituzionali, sottolineando che “per la salvaguardia dei nostri mari è fondamentale il recupero delle reti da pesca dismesse e il loro riutilizzo sostenibile. Le reti da pesca abbandonate, infatti, le cosiddette ‘reti fantasma’, rappresentano una minaccia significativa per gli ecosistemi marini, contribuendo all’inquinamento e causando danni alla fauna e alla flora sottomarina. La Rom Plastica di Chioggia rappresenta in tal senso un esempio assolutamente virtuoso, tutto veneto: ha recentemente siglato un accordo con la Cooperativa di Pila OP per il recupero e il riciclo delle retine utilizzate nell’industria ittica ed è inoltre partner di Life Muscles, un progetto condotto a livello nazionale che ha l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale provocato dalla dispersione in mare delle calze in polipropilene utilizzate per l’allevamento di mitili, che ad oggi sono tra i rifiuti più presenti nei nostri mari, con una dispersione annua che si attesta tra le 7,88 e le 9,45 tonnellate”.
“Ringrazio l’amico e collega Marco Dolfin per aver promosso questo incontro e chiudo con le parole di Robert Swan: ‘La più grande minaccia al nostro pianeta è la convinzione che lo salverà qualcun altro’”, ha chiosato Ciambetti.
Il consigliere regionale Marco Dolfin ha sottolineato come “questo progetto rappresenti un esempio virtuoso di innovazione tecnologica e impegno verso la sostenibilità. Con il progetto ‘Muscles’ e con il coinvolgimento di realtà come Rom Plastica, la Regione Veneto sta contribuendo concretamente alla tutela dell’ambiente e alla promozione di una cultura di sostenibilità anche in settori tradizionali come quello della mitilicoltura. Il progetto non si limita solo alla realizzazione dell’impianto e alla produzione delle nuove reti, ma include anche un’importante componente di sensibilizzazione e comunicazione verso i mitilicoltori, i consumatori e gli operatori del settore, per promuovere una maggiore consapevolezza sulle pratiche sostenibili. Una sostenibilità ambientale, ma anche economica e sociale. In questi decenni, Rom Plastica si è consolidata come leader nella produzione di reti in plastica per la mitilicoltura e l’industria ittica, nonché per altri settori come l’agricoltura, il commercio e la cosmesi. La Rom Plastica di Chioggia continua a essere un punto di riferimento nel settore, rimanendo fedele alla propria missione di innovare, rispettare l’ambiente e soddisfare le esigenze dei propri clienti in tutto il mondo”.
L’assessore regionale Cristiano Corazzari ha affermato che “la Regione segue con grande interesse questa progettualità, coordinata da Legambiente e finalizzata a un obiettivo estremamente importante: coniugare assieme pesca e sostenibilità ambientale, oggi più che mai, con il mondo della pesca che deve e che vuole essere protagonista, una volta dotato degli strumenti necessari, nell’attuazione di politiche efficaci per la salvaguardia ambientale. Il pescatore deve essere un collaboratore necessario per la tutela dell’ecosistema marino. Pesca e mollusco coltura in Adriatico sono assolutamente sostenibili e possono avere ricadute positive per il filtraggio della CO2, con effetti pari all’eliminazione dalle nostre strade di circa 80 mila veicoli l’anno. Senza i pescatori non potremmo mai mettere in campo politiche veramente efficaci per salvaguardare il nostro mare. Ma alla salvaguardia ambientale deve per forza di cose accompagnarsi anche una sostenibilità economica e culturale, difendendo le nostre tradizioni”.
L’ing. Daniele Calore, responsabile tecnico di Rom Plastica, ha spiegato come si articola il progetto: “Le reti da pesca di plastica in polipropilene vengono ritirate, sgranate e svuotate delle cozze, quindi macinate, triturate e pulite con semplice acqua, asciugate e infine riutilizzate per fare reti che possono avere fino a un 20% in più di tenacità meccanica rispetto al propilene vergine. Gli aspetti più importanti dell’economia circolare sono di natura logistico procedurale, con l’individuazione di aree di stoccaggio e l’abbattimento dei costi di trasporto. Sono aspetti, questi, che devono essere risolti con la compartecipazione di tutti gli attori in campo: mitilicoltori, Capitanerie e classe politica, per individuare procedure più snelle che possano facilitare l’economia circolare”.
Marzia Mattioli, di Legambiente, ha spiegato che “tra i nostri partner, ci sono le Università di Siena, di Bologna e la Sapienza di Roma. Il progetto mira ad affrontare una delle principali sfide ambientali della mitilicoltura: ridurre l’impatto prodotto dalle reti da pesca in plastica sull’ecosistema marino. Distribuiremo una etichetta parlante che informerà i consumatori sulla sostenibilità dei prodotti acquistati. Siamo impegnati a sensibilizzare verso la Blu Economy i gruppi Target individuati: mitilicoltori, decisori politici, cittadini, operatori turistici, studenti, attraverso l’organizzazione di appositi incontri”.
Brando Barbato, in rappresentanza di Rom Plastica, ha ricordato che “è dal 2021 che abbiamo dato avvio a questa progettualità finalizzata alla sostenibilità e all’economia circolare. In quest’ottica, consideriamo una risorsa le reti da pesca in polipropilene, che possono essere riciclate e rimesse in uso, perdendo quindi lo status di rifiuto, attraverso un impianto mobile di riciclaggio che abbiamo costruito e implementato”.
Luigino Pelà, direttore della Cooperativa Pila e rappresentante di AMA, ha chiarito che si tratta di “un progetto per la sostenibilità ambientale, che però deve tradursi anche in sostenibilità economica per le imprese. Ci sarà infatti una importante riduzione dei costi di smaltimento. Speriamo in un riconoscimento concreto del nostro impegno, come il rilascio di una apposita certificazione”.
Stefano Gilebbi, rappresentante dei miticoltori del Lido di Venezia e regionale di AMA, ha posto l’accento sul fatto che “in dieci anni di lavoro, abbiamo fatto notevoli progressi nella raccolta delle nostre retine, che all’inizio non si sapeva neppure come potessero essere riciclate. Abbiamo dovuto e dobbiamo tuttora superare molteplici difficoltà, su tutte l’individuazione delle aree e delle modalità di stoccaggio e l’elevato costo dei trasporti”.
Il Comandante della Capitaneria di Pila, in rappresentanza anche della Capitaneria di Chioggia, C. te Marco Olivieri, ha aggiunto che “come organi di controllo, ci siamo concentrati sugli aspetti tecnici legati alla sostenibilità e alla tutela ambientale. Dobbiamo prestare la massima attenzione alla pianificazione per garantire la continuità della filiera che è indispensabile per centrare gli obiettivi progettuali”.
L’incontro ha visto la partecipazione della famiglia Barbato, storica fondatrice di Rom Plastica, che ha ripercorso la storia dell’azienda, nata a metà degli anni ’60 grazie all’intuizione di Orlando Barbato, e oggi diretta dai figli.
Il progetto ‘Muscles’ è finanziato con circa 1,6 milioni di euro dalla Commissione europea attraverso il programma LIFE Environment ed ha l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale legato alla dispersione delle reti di plastica. La durata del progetto, che si estende dal 2021 al 2025, prevede l’installazione di un impianto pilota mobile per il riciclo delle calze in PP, che sarà trasportato direttamente nelle aree di produzione. Il materiale recuperato viene riutilizzato per creare nuove retine, promuovendo così un’economia circolare nel settore della mitilicoltura.
I mitilicoltori possono dunque portare gratuitamente le retine all’impianto mobile a Chioggia, nella sede dell’azienda Rom Plastica, risparmiando circa il 30% (spese di smaltimento).
Il progetto coinvolge una rete di partner internazionali, tra cui Legambiente, Università di Bologna, Università La Sapienza di Roma, Università di Siena, Associazione Mediterranea Acquacoltori (AMA), Novamont, e altri operatori del settore. Insieme, lavorano per sviluppare soluzioni innovative che possano essere adottate a livello globale, migliorando la gestione dei rifiuti derivanti dalla mitilicoltura e rafforzando l’economia circolare.
Rom Plastica, in qualità di partner strategico del progetto, si occupa della progettazione e realizzazione dell’impianto mobile di riciclaggio, destinato a rimanere operativo anche dopo la conclusione del progetto. Parallelamente, l’azienda lavorerà allo sviluppo di nuove reti realizzate con biopolimeri biodegradabili e compostabili, per sostituire il polipropilene e contribuire ulteriormente alla sostenibilità del settore.

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