La frutta è la categoria di prodotti freschi bio più acquistata online, ma anche la verdura e i prodotti ortofrutticoli trasformati si difendono. A dirlo è il report di Ismea il cui obiettivo è delineare le principali caratteristiche del mercato e-commerce dei prodotti alimentari biologici.
L’indagine parte da una premessa: l’andamento delle vendite di prodotti alimentari biologici online, negli ultimi anni, è stato segnato da due fenomeni: la pandemia, che ha avuto un forte impatto espansivo, e la più recente impennata inflazionistica che, al contrario, ha comportato una significativa decelerazione. Ma qual è la situazione attuale?
Lo studio
Undici interviste ad altrettanti gestori di piattaforme online, 35 ad aziende biologiche presenti sui canali del commercio elettronico, quattro focus group con consumatori di prodotti biologici. Sono i numeri dell’indagine di Ismea dalla quale emerge, nel complesso, una tendenza in aumento dell’interesse verso il consumo di prodotti biologici.
A motivare il trend sono più fattori: la crescente premura per la salute, la più ampia disponibilità di referenze bio, i prezzi considerati relativamente più accessibili rispetto al passato, anche se il costo rimane comunque un significativo criterio di scelta, in molti casi non trascurabile.
Gli highlights per l’ortofrutta
Restringendo il campo di azione solo all’ortofrutta, emerge che sul fatturato complessivo delle piattaforme la categoria è di gran lunga la prima voce, seguita da prodotti cerealicoli: le prime posizioni tra i prodotti alto vendenti sono occupate da frutta, pasta, pane e sostituti.
Ai consumatori l’ortofrutta bio piace: se è vero che gli acquisti di biologico si collocano mediamente sul 33% di tutti i prodotti alimentari acquistati (bevande comprese), le punte massime si riscontrano per uova, olio, frutta e verdura.
Le categorie di prodotti biologici che vengono acquistate con maggior frequenza sono l’olio, i prodotti trasformati a base di frutta e verdura, e la pasta, tutte menzionate da circa un quarto degli intervistati.
La prima delle categorie dei freschi è la frutta, che viene acquistata online da poco meno di un quinto degli intervistati. Emerge però il timore diffuso di un deterioramento e la preoccupazione sullo stato di conservazione del prodotto al momento del ricevimento dello stesso: casi di consegne di frutta ammaccata, danneggiata o in stato troppo avanzato di maturazione sono ritenuti possibili e frequenti.
Va detto, però che il consumatore tende ad acquistare una quantità piuttosto limitata di prodotto fresco, il che si scontra con i limiti imposti da alcuni siti che impongono acquisti di cassette intere. Poiché però l’acquisto online deve essere programmato e i quantitativi devono essere valutati attentamente, ne consegne che l’acquisto online di prodotti freschi è spesso percepito più complicato.
Alcuni operatori che lavorano in ambito prevalentemente locale, soprattutto con prodotti ortofrutticoli, affermano di aver riscontrato, negli ultimi anni, un‘accresciuta concorrenza da parte di produttori che propongono tramite vendita diretta online i propri prodotti (cassette di frutta e verdura) sia bio, sia convenzionali. Alcuni di questi produttori, entrati nel circuito delle vendite online durante la pandemia, sono riusciti a consolidare la propria rete di spedizioni in tutta Italia con notevole successo.
Alcune piattaforme specializzate in ortofrutta, con un raggio di azione provinciale o al massimo regionale, spesso propongono forme in abbonamento. In questo caso il valore mensile degli acquisti è di circa 50/60 euro per cliente, con singolo ordine (generalmente settimanale) di circa 15 euro.
Le consegne, specie per le piattaforme dell’ortofrutta con raggio di azione locale, oltre che tramite corriere, possono avvenire tramite mezzi aziendali, così come, in alcuni casi, il cliente può ritirare il prodotto nei punti convenzionati (in genere negozi o punti di vendita di aziende agricole).
In prevalenza i clienti acquistano attraverso il sito internet della piattaforma, ma in alcuni casi gli ordini vengono effettuati anche con strumenti di messaggistica come WhatsApp o, più di rado, attraverso App.
I risultati complessivi per il segmento bio
Guardando l’intero comparto agroalimentare bio, per le aziende e le piattaforme intervistate, seppure con una certa variabilità delle risposte, i volumi di vendita online di prodotti biologici attuali risultano, in linea di massima, superiori a quelli degli anni pre-pandemici. Questa tendenza positiva di fondo ha favorito la realizzazione di investimenti per migliorare l’esperienza d’acquisto dei propri prodotti tramite tale canale.
Diversa invece, è risultata la percezione dei consumatori, per i quali si rileva una sostanziale equi-ripartizione di opinioni tra incremento e stabilità degli acquisti rispetto al periodo prepandemico. Per il panel dei consumatori, composto da acquirenti abituali o saltuari di prodotti alimentari Bio online, la stima dell’incidenza degli acquisti online, sul totale degli acquisti alimentari biologici, supera il 10 per cento.
I produttori intervistati, infine, sostengono di commercializzare mediamente l’11% dei loro prodotti tramite i canali online, mentre le piattaforme consultate esprimono valutazioni molto ottimistiche, stimando la quota di bio venduto online sull’intero mercato del biologico, a livello nazionale, intorno all’8% in volume.
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