gli under 30 possono starsene sul divano mentre tu ancora lavori


Nuove trattenute in busta paga per chi ha più di 30 anni: un sussidio indiretto agli under 30? La tassa anti-anziani.

Contributi e agevolazioni

per le imprese

 

La parola “sgravio” evoca spesso un senso di sollievo, ma non per tutti. In un’Italia dove il lavoro si fa sempre più precario e il costo della vita continua a salire, ogni intervento che modifica i contributi previdenziali solleva più di un sospetto. In particolare, se le agevolazioni per alcuni finiscono per trasformarsi in oneri aggiuntivi per altri. È il caso delle ultime misure introdotte con la legge di bilancio 2025, che stanno facendo discutere lavoratori e aziende.

C’è chi continua a macinare ore in ufficio o in fabbrica, e chi invece beneficia di incentivi per restare nel sistema, anche senza muovere un dito. La distanza generazionale, in questo quadro, sembra trasformarsi in una frattura normativa: mentre gli over 30 vedono ridursi il netto in busta paga, gli under 30 godono di vantaggi crescenti grazie a nuove politiche di sostegno all’occupazione giovanile.

Ma come si giustifica questa redistribuzione? Ufficialmente, l’obiettivo è stimolare l’occupazione stabile nel Mezzogiorno, dove le micro, piccole e medie imprese faticano a trattenere personale giovane. Il piano prevede uno sgravio contributivo per i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato, riservato però solo a specifiche fasce anagrafiche e aree geografiche.

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Nel frattempo, chi lavora da anni, magari al Nord, potrebbe cominciare a chiedersi se non stia finanziando con i propri contributi un meccanismo che premia altri, senza ricevere nulla in cambio.

Come funziona la nuova decontribuzione per le PMI del Sud

La misura è nota come “Decontribuzione Sud PMI 2025” ed è stata ufficialmente introdotta con i commi 406 e seguenti dell’articolo 1 della Legge di Bilancio. Secondo quanto riportato da Fisco e Tasse, riguarda esclusivamente le micro, piccole e medie imprese situate in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Gli sgravi si applicano a tutti i contratti a tempo indeterminato attivi al 31 dicembre 2024.

L’intensità dello sgravio è stata però ridotta: per il 2025 si parla di un’agevolazione del 25% sui contributi previdenziali (massimo 145 euro mensili per lavoratore), destinata a calare progressivamente negli anni successivi. Una condizione fondamentale per accedere al beneficio è l’incremento netto dell’occupazione rispetto all’anno precedente. La misura è attiva solo per rapporti di lavoro non agricolo, non domestico e non di apprendistato.

Portafogli vuoto illustrazione (Canva foto) – www.insolenzadir2d2.it

Le trattenute sugli over 30 per sostenere gli incentivi

Ciò che sta sollevando polemiche è il fatto che questi incentivi destinati agli under 30 e alle imprese del Sud siano coperti anche attraverso trattenute contributive più elevate per i lavoratori sopra i 30 anni. In pratica, chi è già impiegato e ha superato una certa soglia d’età rischia di vedere un netto inferiore in busta paga, senza alcun vantaggio diretto.

La copertura finanziaria dell’intero pacchetto supera i 7 miliardi di euro, e una parte rilevante di queste risorse proviene dalla redistribuzione dei contributi.



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