(Articolo pubblicato su L’Economista de Il Riformista)
L’Italia è uno dei Paesi europei maggiormente vulnerabili a eventi naturali estremi. Secondo l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), negli ultimi venti anni le calamità naturali hanno causato danni economici quantificabili in decine di miliardi di euro, provocando gravi difficoltà a numerose aziende, che hanno dovuto ridurre drasticamente le loro attività o addirittura chiudere. Per monitorare i rischi ambientali l’Ispra ha recentemente realizzato anche la piattaforma Idrogeo, che consente la consultazione, il download e la condivisione di dati, mappe, report, documenti dell’Inventario dei fenomeni franosi in Italia (IFFI) delle mappe nazionali di pericolosità per frane e alluvioni e degli indicatori di rischio. Un progetto di strategica importanza, al servizio di cittadini, imprese e amministrazioni, per supportare le politiche e le azioni di prevenzione.
Attualmente, non tutte le imprese italiane sono assicurate contro i rischi ambientali, il che significa che, in caso di evento catastrofico, molte rimangono in attesa di fondi pubblici d’emergenza o risarcimenti statali, che purtroppo talvolta possono essere insufficienti o tardivi.
Per questo l’ultima legge di bilancio ha introdotto una misura strategica: a partire dal 31 marzo 2025, tutte le imprese italiane, salvo le imprese agricole, sono obbligate a sottoscrivere una polizza assicurativa contro le catastrofi naturali. Questo provvedimento è finalizzato a proteggere l’economia nazionale dai danni causati da fenomeni climatici estremi, come terremoti, alluvioni e frane, che negli ultimi anni hanno colpito diverse zone del Paese con una frequenza e intensità sempre maggiore.
La misura, che segna un cambiamento significativo nella gestione del rischio ambientale, sta tuttavia sollevando numerose preoccupazioni tra gli imprenditori. Tra le principali problematiche, ci sono i costi delle polizze, l’incertezza sulle coperture offerte e la difficoltà di adeguarsi rapidamente alla nuova normativa.
Per rispondere alle preoccupazioni sollevate, il Governo sta prendendo in considerazione alcune soluzioni. Una delle proposte più discusse è la creazione di un fondo di garanzia pubblico che possa coprire parte dei costi assicurativi per le Pmi. Inoltre, si sta valutando la possibilità di diversificare le polizze in base alle caratteristiche dell’impresa e al settore di appartenenza, in modo da consentire alle aziende più vulnerabili di accedere a tariffe agevolate.
Per la gestione del rischio da eventi catastrofali in agricoltura, invece, il decreto 22 marzo 2024 del ministero dell’Agricoltura ha previsto il fondo mutualistico nazionale per la copertura dei danni catastrofali meteo-climatici alle produzioni agricole causati da alluvioni, gelo o brina, siccità, eccesso di neve, forti precipitazioni, grandine, venti forti e ondate di calore.
Sono tutte soluzioni che testimoniano un impegno per alleggerire i possibili effetti dei danni ambientali sul tessuto imprenditoriale, che ha bisogno di essere protetto e sostenuto in un contesto segnato dal cambiamento climatico in atto, che anche negli ultimi anni sul territorio italiano si è manifestato con conseguenze spesso disastrose.
Maria Siclari è direttore generale ISPRA
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