Il Punto Coldiretti – Giornale di informazione per le imprese del sistema agroalimentare


Un confronto a tutto campo sulle sfide e le opportunità dell’agricoltura italiana si è svolto oggi a Roma nel corso del tavolo di lavoro promosso da Coldiretti, la più grande associazione agricola d’Europa. L’evento, introdotto dal segretario generale Vincenzo Gesmundo e concluso dal presidente Ettore Prandini, ha evidenziato la centralità del settore agricolo nelle politiche nazionali ed europee, ponendo l’accento sulle battaglie sindacali per la tutela del reddito degli agricoltori e la promozione del Made in Italy. Con bandiere gialle e bandiere blu dell’Unione Europea con la scritta “Coldiretti per l’Europa” e una sala gremita da oltre 2.500 persone tra rappresentanti delle federazioni territoriali e di imprenditori agricoli provenienti dalle regioni del centro – Italia, l’incontro si è aperto con un’emozionante performance dell’attrice Elisabetta Salvatori sulla raccolta delle olive e la produzione dell’olio, simbolo e filo conduttore della storia rurale del Lazio, Toscana, Marche, Abruzzo e Umbria.

Un tema particolarmente sentito, in un momento in cui l’importazione di olio tunisino sta avvenendo a ritmi preoccupanti, mettendo a rischio la competitività dei produttori italiani. Uno dei temi centrali affrontati è stato quello della multifunzionalità in agricoltura, con il modello di Campagna Amica come esempio virtuoso per il sostegno al reddito delle imprese agricole. È emersa la necessità di rafforzare il ruolo delle aziende agricole nel sistema economico attraverso strumenti innovativi che garantiscano maggiore autonomia e stabilità finanziaria.

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Altro tema caldo è stato il problema della fauna selvatica, che continua a rappresentare una minaccia per le aziende agricole, con danni sempre più ingenti alle colture e agli allevamenti. Da più regioni è stato sottolineato come sia indispensabile un’attuazione più efficace del piano straordinario di contenimento di lupi e cinghiali, attraverso misure concrete e finanziamenti adeguati per la prevenzione. L’acqua è un tema di interesse comune per il Paese e centrale per le attività agricole, in particolare quando parliamo di invasi. Sul palco è intervenuto Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Acea, azienda che sta investendo per rilanciare l’infrastruttura idrica e con cui Coldiretti sta lavorando convintamente in ambito agricolo.

Molti invasi esistono già ma necessitano di manutenzione, altri possono essere realizzati ex novo – ha spiegato Palermo alla platea –. Queste infrastrutture permettono di accumulare acqua, di produrre energia e di funzionare come vere e proprie “batterie naturali”. Inoltre, hanno un importante impatto occupazionale, non solo perché garantiscono la disponibilità idrica per l’agricoltura, ma anche perché, come detto, necessitano di risorse professionali da destinare alla gestione e alla manutenzione. Stiamo lavorando a diversi livelli, dai grandi invasi fino alle strutture di dimensioni medie e piccole, siamo forti sostenitori di questi progetti Insieme a Coldiretti possiamo sviluppare un modello efficace, mutuabile anche all’estero, come esempio di sviluppo sostenibile per l’agricoltura.  L’obiettivo, condiviso con Coldiretti, è portare il tema dell’acqua sempre più al centro dell’agenda politica, non solo in Italia ma anche a livello europeo. Quest’anno sono stati fatti passi avanti, la strada è ancora lunga, ma l’impegno è concreto”, ha concluso. Il dibattito ha toccato in particolare le sfide poste dalla Politica Agricola Comune (PAC).

Si è ribadito con forza l’urgenza di riforme che garantiscano maggiore equità e competitività, contrastando la concorrenza sleale e le politiche di liberalizzazione che penalizzano le produzioni italiane. E quindi la necessità di una PAC più vicina alle esigenze del settore agricolo, con strumenti di sostegno più incisivi e una semplificazione delle procedure burocratiche che oggi rallentano gli investimenti e la crescita delle aziende. In particolare, è stata sollevata la questione dell’accesso ai fondi europei, con l’esigenza di criteri più trasparenti e di un maggiore supporto agli agricoltori nelle fasi di richiesta e gestione delle risorse.

Tra gli ospiti della giornata anche il presidente della Banca del Fucino Mauro Masi che ha ribadito con forza alla platea quanto sia forte e concreto l’impegno nel settore agricolo. “Guardiamo con grande attenzione all’azione di Coldiretti, che da sempre rappresenta con forza gli interessi degli agricoltori, riuscendo a connettere questi interessi con quelli dei consumatori e dell’intero Paese – ha spiegato durante il suo intervento –. Coldiretti ha la straordinaria capacità di trasformare le battaglie agricole in battaglie di interesse generale, imponendo nell’agenda politica nazionale ed europea la centralità del settore agricolo e agroalimentare. Ne è un esempio la recente e importantissima mobilitazione di Parma contro i cibi sintetici e ultra-processati, una battaglia che riguarda non solo l’agricoltura ma l’intera società, la salute pubblica e il futuro del nostro modello alimentare. Per questo motivo, voglio ribadire che la Banca del Fucino sarà sempre al fianco dell’agricoltura italiana e di Coldiretti, che rappresenta una delle forze più vive e determinanti del nostro Paese”, ha aggiunto.

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Un altro nodo cruciale emerso dal confronto è quello della burocrazia, che continua a rappresentare un ostacolo per molte imprese agricole. Il settore florovivaistico, in particolare, ha denunciato la necessità di strumenti di semplificazione come il SuperCAA, per agevolare le pratiche amministrative e ridurre i tempi di accesso ai finanziamenti. Sul fronte dell’innovazione climatica, sono state illustrate alcune strategie già in atto in diverse regioni per fronteggiare i cambiamenti climatici. Tra queste, l’adozione di nuove tecnologie assicurative per la protezione delle colture e l’introduzione di pratiche agronomiche avanzate per migliorare la resa dei terreni e la sostenibilità delle produzioni.



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