AI Maturity Index: oltre metà delle aziende italiane in fase esplorativa


Il settore bancario è il più avanzato nel percorso di adozione dell’intelligenza artificiale. Lo afferma il rapporto “AIMM: l’adozione dell’AI nelle aziende italiane” di NetConsulting Cube. Con un punteggio di 57,1 su 100 nell’AI Maturity Index, il settore ha già integrato l’AI in diverse aree operative, ottenendo un buon livello di maturità. A seguire, i settori Energy & Utilities (52,2) e Assicurazioni (47,4), ma anche Telecomunicazioni & Media (40,9) stanno iniziando a implementare soluzioni AI con buoni risultati.

Questi settori mostrano una maggiore propensione a destinare risorse e competenze nell’AI rispetto ad altri comparti, come l’industria, che ha registrato uno dei punteggi più bassi (27,1 su 100). Il settore bancario, con la sua forte centralità in termini di innovazione tecnologica, continua a guidare il processo di digitalizzazione anche attraverso l’adozione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale.

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Indice degli argomenti:

AI Maturity Index: le aziende italiane sono ancora in fase esplorativa

L’indagine evidenzia come più della metà delle aziende italiane (56%) sia ancora in una fase esplorativa, valutando le possibili applicazioni dell’AI senza un piano strategico definitivo. Questo approccio è particolarmente evidente nei settori come Servizi & Trasporti (81,8%), GDO & Retail (78,6%) e Industria (71,9%), dove prevale la fase di valutazione rispetto all’implementazione concreta.

Quasi la metà delle aziende nei comparti Telco & Media (44%) ed Energy & Utilities (46%) ha però già iniziato a predisporre una roadmap strategica, sebbene solo il 41% abbia allocato un budget specifico per le soluzioni AI. La mancanza di risorse dedicate e la carenza di competenze rappresentano ancora sfide importanti per l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali.


AI Maturity Index: l’investimento nell’AI e le prospettive di crescita

Nonostante il panorama attuale mostri un ritardo rispetto agli standard internazionali, le previsioni per il futuro sono positive. Circa il 27% degli intervistati prevede un aumento annuo del budget per l’AI compreso fra il 15% e il 30%. Le aziende italiane, seppur ancora in una fase preliminare, sono consapevoli delle potenzialità dell’AI e delle necessità di investire in innovazione per non perdere il passo con la nuova economia digitale.

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Secondo i dati del rapporto, il mercato dell’intelligenza artificiale in Italia ha registrato una crescita significativa nel 2024, con un incremento superiore al 45%, arrivando a sfiorare i 950 milioni di euro. La crescita dovrebbe proseguire anche nel 2025, con stime che prevedono un valore vicino ai 1,3 miliardi di euro.


AI Maturity Index: le criticità per governance e competenze

Una delle principali difficoltà per le aziende italiane nell’adozione dell’AI riguarda la governance. Come sottolineato dalla presidente e ad di NetConsulting Cube, Annamaria Di Ruscio, molte aziende si trovano ad affrontare carenze di competenze interne e resistenza al cambiamento nei processi aziendali. Per integrare efficacemente l’AI, le organizzazioni devono sviluppare un approccio olistico che combini aspetti tecnologici, organizzativi e di governance.

La carenza di competenze specifiche in ambito AI è un altro fattore limitante. Le aziende italiane stanno cercando di colmare questa lacuna con strategie di upskilling, come confermato dal fatto che il 66,7% delle imprese ha avviato percorsi di formazione per il personale esistente.


Modelli organizzativi: dalla sperimentazione alla struttura

Per quanto riguarda i modelli organizzativi, la maggior parte delle aziende (47%) non ha ancora definito in modo preciso come gestire l’intelligenza artificiale internamente. Tuttavia, tra i modelli prevalenti, spicca la creazione di team dedicati all’AI (49%), spesso sotto la leadership di un CIO o CTO. Alcune aziende stanno iniziando a sperimentare anche il modello “Hub & Spoke”, che centralizza le competenze sotto la direzione IT o del Chief Data Officer, con team distribuiti per funzioni aziendali.

Tuttavia, alcune organizzazioni ancora adottano un approccio più fluido e informale, con una sorta di “anarchia” funzionale che si concentra maggiormente sulla sperimentazione che sull’implementazione di una strategia definita.


Il futuro dell’AI in Italia: sostenibilità e innovazione

Il percorso di adozione dell’AI nelle aziende italiane è ancora in una fase iniziale, ma ci sono segnali incoraggianti. La consapevolezza dei benefici e delle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale è in crescita, così come l’intenzione di investire in innovazione. Per colmare il gap e raggiungere una piena integrazione dell’AI nei processi aziendali, sarà fondamentale sviluppare competenze, definire strategie chiare e affrontare le sfide organizzative e culturali.

Il futuro dell’AI in Italia dipende dalla capacità delle aziende di superare le difficoltà iniziali, adattando le proprie strutture e processi per accogliere le tecnologie emergenti. Se queste sfide verranno affrontate con il giusto approccio, l’intelligenza artificiale potrebbe rivelarsi una leva strategica cruciale per le imprese italiane nei prossimi anni.



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