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Mercoledì 02 Aprile 2025
Sequestrati 16 milioni all’azienda valtellinese per presunti sistemi illeciti di impiego di manodopera. La replica: «Sempre rispettate le norme sugli appalti»
Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano ha eseguito ieri mattina due sequestri preventivi d’urgenza per presunta frode fiscale, disposti dal pm Paolo Storari, nei confronti del gruppo valtellinese Iperal Supermercati, con sede a Piantedo, per oltre 16,5 milioni di euro e di Kuehne+Nagel srl, ramo italiano dell’azienda globale di trasporti e logistica con sede in Svizzera, per quasi 16,5 milioni.
Le indagini, come molte altre coordinate dalla Procura milanese, si occupano del «fenomeno della somministrazione illecita di manodopera e dei cosiddetti “serbatoi” di lavoratori», a cui secondo l’accusa non venivano corrisposti «oneri di natura previdenziale e assistenziale». L’ipotesi di reato è «dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti».
Un’accusa respinta dal colosso della grande distribuzione sondriese, che «ritiene di aver sempre operato nel rispetto della normativa di riferimento sugli appalti». Per poi aggiungere: «Leggeremo gli atti e la documentazione a supporto e valuteremo il da farsi nel rispetto della legalità e della trasparenza che ha sempre caratterizzato il nostro operato».
Secondo le indagini, la spa dei supermercati e la srl della logistica, per «abbattere il proprio carico impositivo e previdenziale e avvantaggiarsi del risparmio d’imposta risultante dall’illecita detrazione dell’Iva», avrebbero utilizzato un giro di false fatture e di finte cooperative che assumevano formalmente la manodopera che avrebbe favorito anche «lo sfruttamento dei lavoratori», oltre che «pratiche di concorrenza sleale». In particolare, come spiegato anche dal procuratore Marcello Viola, «ricostruendo la “filiera della manodopera” è stato rilevato che i rapporti di lavoro con le società committenti sono stati “schermati” da società “filtro”, che a loro volta si sono avvalse di diverse società cooperative (società “serbatoio”), che hanno sistematicamente omesso il versamento dell’lva, nonché degli oneri di natura previdenziale e assistenziale».
Negli atti del caso Iperal, molte pagine sono dedicate ai racconti dei lavoratori di queste società della presunta filiera illecita, che in realtà secondo la Procura lavoravano di fatto per la catena di supermercati. In pratica, spiegano gli inquirenti, sarebbe stato creato un «sistema» attraverso il quale le grandi aziende si garantiscono «tariffe altamente competitive» sul mercato «appaltando manodopera» in modo irregolare a cooperative e società «filtro», per servizi di logistica e «movimentazione merci».
Con le inchieste milanesi sui colossi della logistica e dei trasporti e dei servizi di vigilanza, la Procura di Milano, guidata da Marcello Viola e con il pm Paolo Storari, non solo ha recuperato, con i risarcimenti fiscali all’Agenzia delle entrate, oltre 550 milioni di euro, un dato già emerso e sempre in aggiornamento, ma ha ottenuto dalle aziende anche la stabilizzazione di oltre 49mila lavoratori, che prima lavoravano per altre società con appalti irregolari.
Lo si legge nei decreti di sequestro che hanno riguardato i casi Iperal Supermercati e Kuehne+Nagel. Nei due decreti eseguiti ieri dalla Gdf, si trova l’elenco delle somme recuperate dal Fisco, società per società, e anche quello sulle “internalizzazioni” dei dipendenti, che prima erano «in balia della società serbatoio». Con i due nuovi sequestri, firmati dai pm Paolo Storari e Valentina Mondovì, la Procura ha iscritto nel registro degli indagati Iperal Supermercati Spa, per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, e Antonio Tirelli, l’ad di Iperal, accusato di frode fiscale per anni che vanno dal 2021 al 2024. Indagati anche il ramo italiano di Kuehne+Nagel e il manager Ruggero Poli, per contestazioni di frode fiscale che vanno dal 2020 al 2023.
Accuse che Iperal Supermercati respinge, in attesa di leggere tutte le carte dell’inchiesta: «Abbiamo sempre operato nel rispetto della normativa».
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