Cybersecurity PMI: il Rapporto 2024 svela criticità e opportunità per le imprese italiane | Articoli


Il secondo Rapporto Cyber Index PMI evidenzia una lenta ma costante crescita della consapevolezza delle PMI italiane sui rischi informatici, con un punteggio medio ancora sotto la soglia di sufficienza. Serve un cambio di mentalità e una maggiore collaborazione pubblico-privato per rafforzare la sicurezza digitale del sistema produttivo.

È stato presentato presso la sede di Confindustria il secondo Rapporto Cyber Index PMI, uno strumento nato per monitorare il livello di consapevolezza e preparazione delle piccole e medie imprese italiane nella gestione dei rischi informatici. Il report è frutto della collaborazione tra Generali e Confindustria, con il supporto scientifico dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano e la partecipazione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).

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Un Paese più sicuro passa anche dalle PMI

Nel contesto attuale, in cui le minacce informatiche sono sempre più sofisticate e pervasivi, le PMI rappresentano un segmento vulnerabile ma fondamentale dell’economia italiana. Come sottolinea Angelo Camilli, Vice Presidente di Confindustria, “la cybersecurity è un pilastro essenziale per la resilienza del sistema produttivo nazionale. Rafforzare la sicurezza digitale significa tutelare il futuro delle nostre imprese”.

Le PMI italiane svolgono un ruolo cruciale nella crescita economica del Paese, ma, come evidenzia il Cyber Index PMI 2024, molte sono ancora indietro sul piano della maturità cyber. Il punteggio medio dell’indice si attesta a 52 su 100, in crescita di un solo punto rispetto al 2023, ma comunque inferiore alla soglia di sufficienza (60/100). Le aree analizzate riguardano l’approccio strategico, la capacità di identificare i rischi e l’implementazione di misure per mitigarli.

 

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I quattro livelli di maturità cyber delle PMI: solo il 15% ha un approccio strategico e integrato

Dallo studio, che ha coinvolto 1.005 imprese rappresentative del tessuto produttivo nazionale, emergono quattro livelli di maturità in ambito sicurezza informatica:

  • 15% Maturi: mostrano un approccio strategico integrato, consapevolezza dei rischi e capacità di azione su persone, processi e tecnologie;
  • 29% Consapevoli: comprendono il rischio ma non sempre riescono ad affrontarlo in modo efficace;
  • 38% Informati: approccio frammentario e spesso “artigianale” alla sicurezza;
  • 18% Principianti: scarsa consapevolezza e misure di protezione quasi assenti.

Secondo Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, “nonostante una lieve crescita, la maturità cyber delle PMI italiane rimane bassa. Il fattore umano è ancora l’anello debole, mentre l’adozione di nuove tecnologie come l’Intelligenza Artificiale comporterà un’ulteriore evoluzione delle minacce e richiederà risposte sempre più strutturate”.

 

(Crediti: Confindustria)

 

Un impegno condiviso tra pubblico e privato

Il Direttore generale dell’ACN, Bruno Frattasi, ha ricordato come l’Agenzia sia in prima linea nel sostenere le imprese, anche attraverso iniziative concrete come EU Secure, un progetto da 16,5 milioni di euro destinato a rafforzare la resilienza cyber delle PMI europee. “Serve una collaborazione virtuosa tra pubblico e privato, anche per favorire l’adozione delle nuove normative europee, come la NIS2 e il Cyber Resilience Act”.

Sulla stessa linea anche Pietro Labriola, Delegato per la Transizione Digitale di Confindustria, che sottolinea l’urgenza di “investire in tecnologie sicure, accrescere le competenze e promuovere una cultura della cybersecurity che vada oltre l’obbligo normativo”.

 

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Generali al fianco delle imprese nel percorso di trasformazione digitale

Generali, primo assicuratore in Italia, si conferma partner attivo per la sicurezza delle PMI. “La trasformazione digitale non può prescindere dalla sicurezza – ha dichiarato Massimo Monacelli, General Manager di Generali Italia –. Vogliamo diffondere una cultura del rischio cyber e offrire soluzioni assicurative e consulenziali concrete”.

Anche Remo Marini, Group Chief Security Officer di Generali, mette in guardia: “L’elevata frequenza di attacchi e la crescente interconnessione globale rendono la cybersecurity un elemento strategico. Le aziende devono conoscere i propri asset critici e agire tempestivamente per proteggerli”.

Roadshow Cyber Index PMI: formazione sul territorio

Per colmare il gap di conoscenza e aiutare le imprese a sviluppare un approccio più maturo, Generali prosegue il roadshow Cyber Index PMI. L’iniziativa prevede workshop e incontri formativi su base territoriale, in collaborazione con Confindustria. Il primo appuntamento dell’anno si è tenuto il 1° aprile a Roma e il tour proseguirà nei prossimi mesi toccando Genova e Napoli.

 

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