stop alle consultazioni. Ecco chi sono i due candidati

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Scade oggi l’ultimo giorno valido per le consultazioni che porteranno a individuare il candidato alla presidenza di Confindustria BariBat. Carica tuttora ricoperta da Sergio Fontana che è anche presidente di Confindustria Puglia e tale resterà fino alla fine del 2026, mentre appunto per la presidenza della Bari-Bat il cambio avverrà con l’assemblea generale di fine giugno, quando si conoscerà ufficialmente il nome del suo successore. Ma, nell’articolato sistema che porta all’elezione del nuovo capo degli industriali, la fase che si conclude oggi è determinante.

Diciamo subito che i nomi delle due candidature sono quelli di Vincenzo Fiore e Mario Aprile. Una curiosità significativa: Mario Aprile è nato nel 1988, esattamente quando Vincenzo Fiore si laureava in Scienze dell’Informazione. Insomma siamo di fronte a due persone appartenenti a generazioni diverse. Ma andiamo per ordine. Il regolamento di Confindustria prevede innanzi tutto che si insedi una commissione di “saggi” o precisamente una Commissione di designazione che predispone una casella di posta elettronica alla quale gli associati di Confindustria che godono del diritto di elettorato passivo per la carica di presidente possano far pervenire la propria autocandidatura. Cosa infatti che è avvenuta.

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La Commissione ha comunicato il 5 febbraio alle imprese le candidature emerse, con le relative linee programmatiche e ha dato il via alle consultazioni nel corso delle quali le aziende hanno presentato, un supporto alla candidatura. Chiusa questa fase i saggi redigeranno una relazione qualitativa sui candidati in lizza. La Commissione è costituita da tre ex presidenti di Confindustria Bari-Bat: Domenico De Bartolomeo, Michele Vinci e Alessandro Laterza. Al momento, anche se ovviamente non c’è il carattere dell’ufficialità, pare che l’ago della bilancia penda dalla parte del candidato più giovane, cioè Mario Aprile con un 75% contro un 25% di Vincenzo Fiore. C’è da fare un ulteriore precisazione, il voto che viene espresso dalle circa 600 aziende iscritte a Confindustria è un voto ponderato. Cioè il peso del voto di una piccola azienda con meno di 15 dipendenti vale molto meno di quello di un’azienda come Bosch per esempio e la forbice va da 1 a 55. Il componente più anziano della Commissione di designazione darà lettura in Consiglio generale della relazione con la possibilità di dichiarazioni programmatiche dei candidati.

La riunione del Consiglio generale, costituito da 52 componenti, si terrà il 21 marzo prossimo. Se fino a questa data nessuno dei due avrà deciso di ritirarsi, il Consiglio generale validerà le due candidature e, con voto segreto, deciderà quale sarà il candidato unico che verrà portato in assemblea generale a fine giugno. Il Consiglio generale vota a scrutinio segreto il presidente designato da sottoporre all’Assemblea e se si tratta di un candidato unico sulla scheda sarà stampato “approvo-non approvo” se invece i candidati saranno due, la scheda riporterà i singoli nominativi, Fiore e Aprile. La nomina a presidente designato avviene con il voto favorevole di almeno la metà più 1 dei voti presenti in Consiglio. Nella prima riunione del Consiglio generale successiva alla nomina, il presidente designato propone al Consiglio i nomi dei vice presidenti e il Consiglio si esprime a voto segreto votando l’intera proposta. Infine nell’assemblea generale che si terrà a giugno la votazione è segreta e sulla scheda si riporta l’alternativa “approvo-non approvo”, la proposta complessiva del Consiglio, in questa sede non è ammessa la presentazione diretta di altre candidature. La partita insomma si gioca tutta fino al 21 marzo, ammesso che prima di quella riunione, uno dei candidati non decida di farsi da parte. Per rispetto delle procedure istituzionali i due mantengono uno stretto riserbo, ma Vincenzo Fiore non pare affatto disposto a fare un passo di lato e non dà alcun credito alle voci che lo danno indietro rispetto ad Aprile.

Quest’ultimo, 37 anni, laureato in Economia aziendale e marketing, è Ceo di Organizzazione Aprile. La sua candidatura è «un simbolo di rinnovamento generazionale». Vincenzo Fiore dopo un’iniziale esperienza romana con un gruppo di consulenti software, nel 1992 fonda Auriga Informatica e si candida con l’obiettivo di «accelerare la trasformazione digitale delle imprese del territorio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA – SEPA





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