“Sbentiare” di Tiziana Troja al Festival del Cinema di Los Angeles

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Dopo il grande successo al Concorso per Cortometraggi “Tre Minuti di Celebrità a Cagliari”, diretto da Peter Marcias, arriva una prestigiosissima ribalta internazionale per Tiziana Troja, già vincitrice del primo premio nella decima edizione della competizione dedicata ai lavori di 180 secondi sulla città capoluogo.

Al suo esordio da regista la celeberrima fondatrice e componente delle Lucidosottile si è misurata con il grande schermo, realizzando “Sbentiare”, la storia di un padre separato che porta nel cuore la nostalgia della sua bambina.

Un lavoro che è stato scelto come prima uscita nazionale ed estera dal Filming Italy Los Angeles diretto da Tiziana Rocca (produttrice cinematografica molto attiva in Sardegna) con la sezione sarda del Festival itinerante, in Italia e all’estero, in scena tutti gli anni nel mese di giugno tra Cagliari e Santa Margherita di Pula. Dulcis in fundo, il film è approdato nella rinomata kermesse americana, in programma fino al 22 febbraio negli Stati Uniti e che ospiterà grandi nomi del cinema italiano e internazionale.

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L’ambasciatrice del Festival californiano sarà Isabella Ferrari, pluripremiata interprete che nella sua lunga carriera ha collaborato con registi come Scola, Sorrentino e Özpetek, in opere che hanno segnato la storia del cinema italiano. L’attrice riceverà il Filming Italy Los Angeles Women Power Award e per l’occasione verranno proiettati i film “Parthenope” di Paolo Sorrentino e “Cortina Express” di Eros Puglielli.

A ricoprire i ruoli di presidenti onorari del Festival, due pilastri della cinematografia italiana e hollywoodiana, Michele Placido e Dolph Lundgren. Placido riceverà, inoltre, il Filming Italy Achievement Award e per l’occasione verrà proiettato il suo ultimo film, “Eterno visionario”. Diana Del Bufalo, invece, è stata scelta come madrina di questa decima edizione. Attrice, cantante e presentatrice, si è affermata nel mondo del cinema e della televisione per il suo talento eclettico e fuori dal comune.

Ma ci saranno anche registi celebrati come Pupi Avati, Gianni Amelio, Gabriele Muccino, Adam Pearsone e star mondiali e di casa nostra come Alec Baldwin, Alessandro Siani, Romana Maggiora Vergano e Fabrizio Gifuni, Claudia Pandolfi, Sonia Bergamasco, Giacomo Giorgio, Pietro Castellitto, Celeste Dalla Porta, Paolo Calabresi, Gala Martinucci e tantissimi altri. Una cornice decisamente importante per la regista, autrice e attrice cagliaritana che arriva così nel Gotha del cinema mondiale.

“Sbentiare” ha da subito impressionato giuria e pubblico sbaragliando l’agguerrita pattuglia di finalisti del concorso cagliaritano. “Il titolo deriva dallo slang cagliaritano e affonda le radici nella lingua sarda campidanese, prendendo origine dalla parola bentu (vento, ndr). Il dolore della distanza di una separazione non è esclusiva delle madri: anche un padre può sentirsi sospeso tra il desiderio di stringere a sé un figlio e l’impossibilità di farlo. […]

La malinconia e il senso di vuoto trovano un rifugio e una cura nel mare della Sardegna, in particolare lungo la meravigliosa spiaggia di Cagliari. Il vento è un soffio che accarezza i pensieri e porta via la tristezza”.!

“Andare a sbentiare” è più di un’azione: è un rituale, un modo di concedersi al vento perché spazzi via le inquietudini, le paure, la nostalgia. È lasciare che la natura compia il suo rito silenzioso, donando leggerezza all’anima.

L’ambientazione in Sardegna, e in particolare a Cagliari, aggiunge un elemento ancora più evocativo, perché il mare e il vento sono davvero protagonisti della vita dell’isola. Sbentiare ha una musicalità e un significato che racchiudono un’intera filosofia di vita: lasciarsi attraversare dalla natura per ritrovare sé stessi. Un racconto che parla di distanza e amore, di dolore e speranza, di quel legame invisibile che nessun vento potrà mai spezzare, semmai riunire”.

Interpretato da Michele Sarti e Margherita Fontana, il lavoro di Tiziana Troja, prodotto da Michela Sale Musio per Lucidosottile, con la preziosa collaborazione di Micaela Cauterucci per la fotografia e il montaggio, cattura magistralmente luce e ombre, notte e giorno, portando lo spettatore dentro la scena con i protagonisti.

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La musica di Nick Rivera, nome d’arte di Michele Sarti, che è anche un apprezzato compositore, accompagna dolcemente tutto il racconto creando un’atmosfera sognante e carica di pathos.



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