ecco il piano di aiuti per i più vulnerabili

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Alla fine potrebbe pensarci il crollo del prezzo del gas e le scommesse sulla pace russo-ucraina a rendere più facile il percorso tortuoso del decreto bollette atteso in Consiglio dei ministri domani. Salvo nuovi rinvii visti i pochi avanzamenti sul dossier.

Del resto, quando il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti si è messo al lavoro su un decreto bollette con il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin per alleviare famiglie e imprese dall’ennesima corsa del gas i prezzi viaggiavano senza esitazione verso il massimo degli ultimi due anni a un passo da 60 euro per Megawattora toccati il 10 febbraio scorso. Non era ancora arrivata la prima telefonata di Donald Trump a Vladimir Putin, annunciata poi proprio a valle del secondo week-end di febbraio per avviare il piano con regia Usa sulla pace russo-ucraina. Da allora il prezzo del gas al Ttf di Amsterdam ha perso quasi 20 euro per Megawattora (ieri era a 41 euro), oltre il 30% in due settimane. È ancora una volta la forza delle aspettative e soprattutto della speculazione, insistono gli esperti.

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È bastata soltanto la prospettiva di poter riaprire, prima o poi, i rubinetti del gas russo, accarezzata peraltro con una certa determinazione dai tedeschi già a gennaio, a sgonfiare i prezzi spinti tra dicembre e gennaio dallo stop del transito dell’ultimo stock di gas russo dall’Ucraina. 
Nel frattempo l’esito delle elezioni tedesche ha spianato la strada all’arrivo allo sconto sulla tassazione in bolletta promessa dalla Cdu, oltre che aprire un varco nella direzione dei correttivi chiesti da tempo dall’Italia sulla politica energetica Ue. Già nel Consiglio Ue del 16 marzo si potranno vedere i primi effetti. E di certo l’Italia porterà avanti anche la sua richiesta di sospensione e modifica del sistema Ets che regola l’obbligo di acquisto dei permessi a inquinare.
Tuttavia non è certo passata inosservata ieri l’uscita del commissario Dan Jorgensen, nel corso della presentazione del piano per l’energia a prezzi accessibili: «In Europa siamo determinati a smettere di acquistare gas russo. Voglio essere estremamente chiaro: non possiamo più continuare ad acquistare gas e a fornire entrate per il forziere di guerra di Putin», ha detto. Uno scenario diverso rispetto a quello ipotizzato dal ministro Pichetto, che la scorsa settimana ha ipotizzato di tornare ai rifornimenti russi una volta trovato l’accordo di pace.

Le opzioni

In questo nuovo clima si sta svolgendo la caccia alle misure «efficaci» contro il caro-bolletta chieste dalla premier Giorgia Meloni ai suoi ministri al centro ieri sera di una riunione a Palazzo Chigi in un decreto che dovrebbe contenere anche la norma relativa al settore idroelettrico. I tecnici sono ancora a lavoro e si prova in queste ore ad andare oltre i 3 miliardi ipotizzati nelle bozze di decreto arrivate lunedì sul tavolo della premier. Ma una via allo studio per rendere più efficaci le misure, soprattutto per le famiglie più vulnerabili e le Pmi, è quella di concentrare le risorse sulle famiglie destinatarie del bonus sociale (elevando la soglia Isee almeno da 9.530 euro a 15mila euro). Resta poi l’opzione di ridurre il peso del fisco (anche con un taglio dell’Iva) e degli oneri di sistema in bolletta. Oppure di compensare almeno la tassa Ets che pesa circa il 25% sul prezzo dell’elettricità. Il punto di caduta può essere quello di dedicare alle famiglie almeno 2 miliardi.

Il rischio, nella corsa contro il tempo per centrare le misure entro oggi è quello di scontentare le aziende energivore, le più colpite in questi anni di crisi energetica ma anche quelle che possono contare da anni su alcuni benefici. Ecco perché si è fatta avanti l’idea anche di puntare le risorse sui prossimi tre mesi, invece che sui sei mesi ipotizzati nella prima bozza. Le stesse risorse puntate sulla metà del tempo si fanno sentire di più. Nel frattempo un altro calo dei prezzi potrebbe aiutare a ridurre le pressioni su famiglie e imprese. Sempre che a marzo il mercato, e quindi la speculazione, non scopra un nuovo motivo di tensione. A fine marzo si tirano le fila sugli stoccaggi Ue. Ad oggi la media Ue è al 39%. L’Italia è messa molto meglio (al 51%) anche della Germania (36%).

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