“IL COMMISSARIO NON PENSI DI AVER RISOLTO”

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Ristori e Salute, l’intervento di Aprilia Libera dopo l’accordo sul benefit ambientale tra il Comune e Rida Ambiente

“Il Commissario D’Attilio probabilmente crede di aver riportato giustizia nel recuperare i ristori (che per loro natura lasciano intatto il danno pubblico a fronte di certo profitto privato) non versati da Rida Ambiente dal 2016.

I “benefit” non hanno mai ristorato i danni alla salute procurati da impianti insalubri, né certo risolveranno il contenzioso di via Val Camonica: industria insalubre autorizzata in area Agricola Vincolata, tra le residenze rurali. Il denaro ottenuto non restituirà salute, dignità e benessere a chi vive sommerso dai rifiuti e con le proprietà depauperate.

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Poi, l’aleatoria “possibilità di investire, in un futuro, risorse economiche da destinare a vantaggio della comunità locale, per la regolare erogazione dei servizi pubblici e per il risanamento ambientale” non tranquillizza affatto chi, da 20 anni, attende quei servizi promessi dalla politica e continua ad essere abbandonato nei rifiuti, nei miasmi, nel percolato, nei liquami e nel degrado ambientale, coi pozzi contaminati e senza fogne, senza acquedotto, e oggi minacciato da un nuovo progetto di trattamento di ulteriori rifiuti.

Considerato, inoltre, che Aprilia, – città che ospita ben 5 impianti Seveso (di cui, i due più impattanti hanno all’interno del loro raggio di influenza il TBM e dell’ipotetico CSS),- non ha ancora adottato un Sistema di Gestione della Sicurezza per la prevenzione degli incidenti rilevanti!

Né pensi il Commissario che R.I.D.A. abbia assolto al debito con la comunità di Aprilia restituendo il dovuto per legge, in quanto industria insalubre; infatti, stiamo ancora aspettando le opere di compensazione ambientale prescritte nelle innumerevoli autorizzazioni e mai realizzate.

Verrebbe da pensare, invece, che il Commissario, con atteggiamento non imparziale, abbia:

1) evitato il confronto con i cittadini, che da mesi chiedono udienza, per ragioni imperscrutabili, dato lo scorretto atteggiamento omissivo di risposta a decine di pec, mail e telefonate;

2) evitato di richiedere, come i suoi predecessori, una centralina di monitoraggio in continuo delle emissioni in Via Val Camonica, ripetutamente invocata a tutela dei residenti;

3) al fine di non ostacolare le trattative dell’accordo per la risoluzione del debito pendente di R.I.D.A., evitato di impugnare, a danno dell’intera collettività, il ricorso contro il parere favorevole della Regione Lazio al CSS in via Val Camonica, con motivi aggiuntivi;

4) omesso, al pari della regione Lazio, di inserite prescrizioni a favore della salute pubblica, in base al principio di precauzione, onde evitare ulteriori danni ambientali, patrimoniali e sanitari al quartiere, entro il quale si vuole realizzare una ennesima industria insalubre di produzione di combustibile solido secondario da rifiuti speciali industriali, per un totale (temporaneo) di un milione di tonnellate annue di rifiuti.

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Con la presente, esigiamo che:

– parte di quei 13.450.000 € sia destinato allo studio epidemiologico di coorte del territorio di Campoverde-Sacida-Selciatella;

– parte sia impiegato all’installazione di una centralina ARPA di monitoraggio in continuo (Aprilia 3), posta in via Val Camonica;

– parte sia destinato a portare acqua potabile e fogne nel quartiere di Sacida/Selciatella/Cinque Archi.

E, affinché non desti sospetto l’inattesa conclusione dell’accordo, proprio in concomitanza della scadenza del termine per il ricorso al TAR contro il parere favorevole della Regione Lazio, esigiamo che una parte dei ristori vada a coprire le spese per impugnare il ricorso al TAR già depositato nel 2013, la cui mancata impugnazione in capo al Comune di Aprilia rende inutile anche il nostro ricorso ad adiuvandum del 2024.

Di certo, noi (come associazione e stakeholder) faremo la nostra parte per tentare di tutelare da ulteriori apporti di rifiuti la nostra città, presentando ricorso al TAR contro la Regione Lazio e cogliamo l’occasione per chiedere pubblicamente un piccolo sostegno a chi ritiene che sia giusto difendere la salute pubblica dei cittadini e delle cittadine.

IBAN: IT68B0832773920000000005268 intestato a: Associazione Aprilia Libera odv Causale: Ricorso al TAR vs Regione Lazio 2025″.

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Così, in una nota, l’associazione “Aprilia Libera”.





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