Una vera rarità: la Quadrupla di Maria Gonzaga
Nell’Asta di Natale, che si svolgerà il prossimo 13 dicembre nella magnifica cornice di Villa Mosconi Bertani, non poteva mancare l’opportunità per tutti gli appassionati di numismatica di potersi aggiudicare una meravigliosa quadrupla o due doppie in oro. Questo incredibile esemplare, battuto a Mantova tra il 1637 e il 1647 durante il decennio di reggenza di Maria Gonzaga per suo figlio Carlo II, è conosciuto in un limitatissimo numero di esemplari.
Asta di Natale, Lotto 107, MANTOVA Maria Gonzaga (1637-1647) 2 Doppie o Quadrupla
Dritto: MARIA •ET •CAR •II •D •G •D •MAN •ET •M •F •ET •C •
Busti accollati della duchessa a sinistra, col capo coperto da un ampio velo vedovile, e del figlio Carlo II, con capelli lunghi e col collare dell’Ordine del Redentore sul petto.
Rovescio: ET •MONTIS •FERRATI •ET •C •
Stemma inquartato alle quattro aquile, entro cartella coronata e decorata del collare dell’Ordine del Redentore, sormontata da un piccolo monte Olimpo, col motto FIDES nella fascia della corona.
Madama Madre: la storia della duchessa reggente
Maria Gonzaga era l’ultima discendente diretta del ramo primogenito dei Gonzaga. Nel 1631 era rimasta vedova del marito Carlo di Rethel e nel 1637, alla morte del suocero Carlo I Gonzaga Nevers, assunse la reggenza del ducato di Mantova per conto del figlio Carlo II, che era stato designato dal nonno erede universale di tutti gli stati Gonzaga: i ducati di Mantova, Monferrato, Rethel e Nevers.
La duchessa lavorò intensamente per risollevare il ducato, che dopo il brutale saccheggio operato dall’esercito imperiale nel 1630, era ridotto allo stremo delle forze.
Rafforzò la posizione di Mantova nel contesto delle potenze europee, legandosi con l’Impero degli Asburgo e con la Spagna, anche grazie all’aiuto della zia, l’imperatrice vedova Eleonora.
Maria Gonzaga riuscì a stipolare alleanze matrimoniali che sancirono una politica di avvicinamento all’impero: nel 1649 il figlio Carlo II sposò Isabella Clara d’Austria, figlia dell’arciduca Leopoldo e nipote dell’imperatore Ferdinando II. Ancora più importante fu, nel 1651, il matrimonio della figlia Eleonora con l’imperatore Ferdinando III.
Il temperamento del figlio, frivolo e scialacquatore, vanificò tutto l’impegno che Maria aveva profuso in politica. Infatti nel 1647, al compimento del diciottesimo anno di età, Carlo II mise la madre in disparte e prese le redini del governo, interrompendone così il proficuo lavoro che Maria aveva svolto fino ad allora.
La Quadrupla di Maria Gonzaga
Questa prestigiosa quadrupla fu coniata, dunque, in anni pieni di speranza per il futuro del piccolo duca, per la cui felice riuscita la madre profuse ogni impegno. Gli stessi ritratti della madre e del figlio al dritto esprimono sentimenti di gioia e non resistiamo dal voler manifestare la nostra idea che la moneta venne emessa agli inizi della reggenza.
Un particolare attrae la nostra attenzione e vogliamo condividerlo con voi: il collare dell’Ordine del Redentore che indossa il piccolo duca al dritto ed orna lo scudo al rovescio.
Istituito nel 1608 dal duca Vincenzo I, l’Ordine aveva sede nella basilica mantovana di Sant’Andrea, dove, nella cripta, era custodita la reliquia di terra intrisa del sangue di Cristo che sarebbe stata raccolta e portata a Mantova dal soldato romano Longino.
Nel medaglione che pende da un viso angelico al centro del collare, ad ore 6 nella moneta, è possibile osservare distintamente uno dei due antichi reliquiari a pisside ambrosiana che Isabella d’Este aveva fatto realizzare in oro, agli inizi del XV secolo, destinati a custodire la preziosissima reliquia.
I Gonzaga erano molto legati a questa reliquia, anche per il prestigio che ne derivava dal suo possesso. I reliquiari che la contenevano furono spesso raffigurati sulle loro monete, come anche i santi, Longino ed Andrea, ad essa legati.
A protezione delle proprie persone, ne custodivano anche delle piccole parti in reliquiari a gioiello, ancora oggi esistenti a Mantova. Sfortunatamente, durante gli eventi della Prima Guerra d’Indipendenza del 1848 i soldati austriaci trafugarono due grandi reliquiari d’oro fatti realizzare da Isabella d’Este, oggi perduti.
Successivamente furono rifatti sul modello precedente, ognuno del peso di kg. 3,8 d’oro, a spese dell’imperatore Francesco Giuseppe, che nel 1879 li fece consegnare come risarcimento alla città di Mantova.
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