Bando rinnovabili per l’autoconsumo nelle PMI


Il 4 aprile apre lo sportello per l’assegnazione delle risorse PNRR. Erogato un contributo a fondo perduto fino al 40% delle spese per l’installazione di impianti fotovoltaici o minieolici.

 

INDICE:

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Un mese e mezzo di tempo per partecipare al mando

La normativa di riferimento per l’agevolazione

Chi può accedere al bando rinnovabili nelle PMI?

Quali interventi sono finanziabili con il bando?

Dilazione debiti

Saldo e stralcio

 

In cosa consiste l’agevolazione?

Quando si può accedere al bando per le rinnovabili?

 

 

Un mese e mezzo di tempo per partecipare al bando

A partire dal 4 aprile le PMI italiane possono presentare domanda per accedere al bando per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili messo a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un’occasione importante per tutte quelle realtà, anche di piccole dimensioni, che incontrano difficoltà nell’effettuare interventi di questo tipo a causa dei costi e della complessità di accesso ad altri tipi di incentivi (primo tra tutti Industria 5.0) pensati per imprese più grandi e più strutturate.

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto che può arrivare fino al 40% dei costi, consentendo di abbattere notevolmente la spesa iniziale e di ottenere ottimi tempi di ritorno dell’investimento. Vale la pena, dunque, non perdere questa opportunità e affrettarsi per accedere al bando, dato che c’è solamente un mese e mezzo di tempo per partecipare (il bando chiuderà il 17 giugno).

In totale sono stati messi a disposizione 320 milioni di euro stanziati con le risorse del PNRR, di cui il 40% riservato alle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e un altro 40% alle micro e piccole imprese.
Vediamo più nel dettaglio cosa finanzia il nuovo bando e come si accede.

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La normativa di riferimento per l’agevolazione

La nuova agevolazione è stata introdotta con il Decreto ministeriale del 13 novembre 2024, che ha posto le prime basi per l’attuazione della  Misura 7, Investimento 16 – Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI, finanziato con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

L’intenzione è quello di favorire l’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per l’autoconsumo (immediato o differito) e aiutare così le aziende a ridurre la loro dipendenza dai combustibili fossili e a diminuire i costi di approvvigionamento energetico.

 

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La nuova agevolazione è stata introdotta con il Decreto ministeriale del 13 novembre 2024, che ha posto le prime basi per l’attuazione della  Misura 7, Investimento 16 – Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI, finanziato con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

L’intenzione è quello di favorire l’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per l’autoconsumo (immediato o differito) e aiutare così le aziende a ridurre la loro dipendenza dai combustibili fossili e a diminuire i costi di approvvigionamento energetico.

Le modalità di accesso ai fondi e i documenti utili per la presentazione della domanda sono state regolate con il Decreto direttoriale del 14 marzo 2025.

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Chi può accedere al bando rinnovabili nelle PMI?

Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) operanti sull’intero territorio nazionale, regolarmente costituite ed iscritte come attive nel Registro delle imprese, ad esclusione delle imprese che operano nel settore carbonifero e della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura.

Per accedere all’incentivo, inoltre, le imprese devono svolgere un’attività che garantisca il rispetto del principio DNSH (Do Not Significant Harm, ossia non arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali), sancito dall’articolo 17 del regolamento (UE) n. 852/2020 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2020. Ad esempio, non possono svolgere un’attività concentrata prevalentemente nella produzione di energia da combustibili fossili o nella raccolta, trattamento e smaltimento di rifiuti.

Sono escluse dall’agevolazione anche le industrie ad alta intensità energetica (quelle iscritte all’elenco dea CSEA, Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali) e quelle ad alta emissione di CO2 sottoposte all’obbligo del sistema europeo di scambio di quote ETS.

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Quali interventi sono finanziabili con il bando?

Il bando finanzia programmi d’investimento destinati all’autoproduzione di energia elettrica per l’autoconsumo immediato o differito:

  • impianti solari fotovoltaici;
  • impianti minieolici (impianti di piccola taglia che possono essere installati su edifici esistenti o su coperture di strutture pertinenziali);
  • sistemi di accumulo dell’energia prodotta per consentire l’autoconsumo differito, a condizione che l’accumulo assorba almeno il 75% della sua energia dall’impianto solare fotovoltaico o minieolico.
  • apparecchiature e tecnologie digitali funzionali all’operatività degli impianti comprese le spese per la loro installazione e messa in esercizio;
  • diagnosi energetica ex ante (sono escluse le aziende già soggette all’obbligo di Diagnosi).

Le tecnologie fotovoltaica o eolica sono alternative, ossia non è possibile finanziare interventi che le prevedono entrambe.

L’investimento previsto dal progetto deve essere compreso tra 30.000 euro e 1 milione di euro. Gli interventi, inoltre, devono riguardare una sola unità produttiva aziendale e gli impianti devono essere realizzati su edifici esistenti destinati all’esercizio dell’attività oppure su coperture di strutture pertinenziali.

L’energia prodotta dall’impianto deve essere interamente destinata all’autoconsumo dell’unità produttiva e l’eventuale eccedenza può essere accumulata, ceduta a configurazioni di autoconsumo oppure immessa in rete.
 
La Diagnosi Energetica ex ante obbligatoria, effettuata in conformità con il Decreto legislativo 102/2014 da parte di un EGE (Esperto in Gestione dell’Energia) accreditato UNI CEI 11339, da ESCO accreditate UNI CEI 11352 e da Auditor energetici, deve individuare la potenza corretta dell’Impianto fotovoltaico o minieolico in relazione al fabbisogno energetico dell’unità produttiva.

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In cosa consiste l’agevolazione?

Il bando per le rinnovabili nelle PMI prevede un contributo a fondo perduto in conto impianti che varia a seconda della dimensione aziendale e del tipo di spesa.
In particolare, il contributo massimo in percentuale sulla spesa è pari al:

  • 30% per le medie imprese;
  • 40% per le micro e piccole imprese;
  • 30% per l’eventuale sistema di accumulo dell’energia elettrica auto-prodotta;
  • 50% per la diagnosi energetica.


L’incentivo non è cumulabile con altri finanziamenti pubblici, anche di diversa natura, relativamente allo stesso progetto.

Referenza  Impianto fotovoltaico Viessmann presso Fema Logistica e Trasporti srl di Roma

 

Quando si può accedere al bando per le rinnovabili?

È possibile presentare la domanda per accedere al contributo esclusivamente utilizzando la piattaforma informatica messa a disposizione nella sezione dedicata del sito di Invitalia a partire dalle ore 12.00 del 4 aprile 2025 e fino alle ore 12.00 del 17 giugno 2025 (la scadenza era inizialmente prevista il 5 maggio, ma è stata posticipata dal Decreto del 31 marzo 2025).
Gli interventi per l’installazione di impianti fotovoltaici o minieolici oggetto dell’investimento devono essere avviati dopo la presentazione della domanda di accesso al contributo e ultimati entro 18 mesi dalla data della concessione delle agevolazioni.
 
Sul sito di Invitalia sono disponibili i modelli di documentazione da allegare alla domanda.
La valutazione delle domande partirà dalla verifica dei requisiti dell’impresa e passerà poi per una ulteriore valutazione di merito per la precedenza in graduatoria, basata su alcuni criteri, tra i quali la potenza dell’impianto rispetto al fabbisogno energetico aziendale e il possesso di certificazioni ambientali.

 

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