Questi sentimenti non sembrano condividere le sinistre delle varie obbedienze restie a far propri i valori identitari che riconosciamo nella parola Patria che รจ la somma di quanto le popolazioni italiche hanno realizzato nel corso dei secoli con espressioni straordinarie di civiltร non solamente giuridica. E sarebbe giร molto considerato che la โpersonaโ รจ stata individuata per la prima volta dal diritto romano. Poi opere immani di ingegneria civile, dagli acquedotti alle strade, alla splendida architettura religiosa ornata di opera dโarte di ogni genere, mentre filosofi e letterati davano lustro alla lingua come espressione di un popolo divenuto ben presto Nazione nellโimmaginario di una parte crescente della popolazione, ben prima che lโItalia divenisse un Regno, uno Stato con lโambizione di diventare โgrandeโ, come vaticinava Camillo Benso di Cavour, uno dei Padri dellโItalia unita.
Le foibe dimenticate
Sono sentimenti che le sinistre non riescono a fare propri diversamente da quanto avviene in altri paesi europei nei quali nella difesa dellโidentitร non si distingue una destra ed una sinistra, come a Londra, dove per Laburisti e Tory,ย right or wrong my country.
Sulle rive del Tevere continuano ad albergare antiche ariditร che non consentono di recuperare nellโattualitร una presenza che non ci fu quando si fece lโItalia. E cosรฌ non รจ raro incontrare qualche nostalgico dello Stato della Chiesa ilo quale ignora che Paolo VI, nel centenario della unitร dโItalia, esplicitamente riconobbe il tratto provvidenziale di quellโabbandono del potere temporale, mentre il movimento socialista, forse nel ricordo dei contrasti sociali di fine โ800, stenta a percepire che la Patria รจ del popolo intero.
ร un grave limite per la sinistra e per la politica italiana che da una piรน ampia condivisione dei valori identitari troverebbe le ragioni di un confronto civile, propositivo. Invece, alla ricerca del voto di minoranze, certo rispettabili come ogni espressione della societร civile, si trascurano non solamente i valori identificabili nella cultura liberale, propri dello stato rappresentativo, ma anche i valori spirituali, quelli per i quali lโOccidente si distingue per la trasmissione, lungo i secoli, delle radici giudaico-cristiane cui si deve il rispetto dellโuomo e della sua libertร .
Sono valori permanenti. Trascurarne il rispetto, come avviene alla vigilia della Giornata del ricordo delle Foibe, nel quale il sen. Roberto Menia individua un โacuirsi di negazionismoโ, รจ espressione di un attaccamento allโereditร comunista che la sinistra non riesce a gettarsi alle spalle. Ed รจย ย causa di grave disagio politico e sociale a livello interno ed internazionale e ragione delle tensioni e dei conflitti di questa stagione nella quale in molte realtร del mondo sembra che i popoli abbiano abbandonato la via maestra della cooperazione โcome elemento fondante della vita internazionaleโ, come ha osservato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dellโincontro con il quale รจ stata celebrata Nova Gorica scelta come Capitale europea della cultura 2025. E la cittร slovena โ ha sottolineato il Capo dello Stato โ โha voluto lanciare con la gemella Gorizia una sfida: proporsi come esperienza di cultura attraverso la frontieraโ.
Ricordando come nella tragedia della Seconda Guerra Mondiale, un sopravvissuto ad Auschwitz, Roman Kent, abbia osservato โnon vogliamo che il nostro passato sia il futuro dei nostri figliโ, Mattarella ha voluto sottolineare come โcon questo spirito abbiamo affrontato le pagine del dopoguerra, per scriverne una nuova e nulla puรฒ far tornare indietro la storia che Slovenia e Italia hanno costruito, e costruiscono, insiemeโ. Nello spirito della comune appartenenza allโUnione Europea e della cultura condivisa dai due popoliโฆ Le differenze, le incomprensioni, hanno lasciato il posto a fattori che uniscono.
Questo esprime il grande valore storico della integrazione Europeaโ.
Mattarella lโha chiamata โla cultura dei confiniโ.
Riusciranno le sinistre italiane a fare un salto di qualitร , a sentirsi patriottiche, a condividere con tutto lo schieramento politico i valori di libertร che identificano questa comunitร di cittadini che lungo i secoli si รจ arricchita e consolidata fino a giungere, nel corso del Risorgimento, a diventare uno stato realizzato con il concorso di laici e cattolici per cui un grande filosofo liberale, Benedetto Croce, proclamava che โnon possiamo non dirci cristianiโ?
Questa inadeguatezza valoriale della sinistra รจ la ragione delle divisioni alle quali gli elettori guardano con costante sospetto.
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